Attività di Estetista

L’attività di estetista

L´attività di estetista, disciplinata dalla Legge 4 gennaio 1990, n. 1 e dalle singole leggi regionali, comprende tutte le prestazioni ed i trattamenti eseguiti sulla superficie del corpo umano – con l´attuazione di tecniche manuali e/o con l´utilizzazione di apparecchi elettromeccanici per uso estetico – il cui scopo esclusivo o prevalente sia quello di mantenerlo in perfette condizioni, di migliorarne e proteggerne l´aspetto estetico, mediante l’eliminazione e l’attenuazione degli inestetismi presenti. Sono escluse le prestazioni dirette in linea specifica ed esclusiva a finalità di carattere terapeutico.
Non è ammesso lo svolgimento dell´attività in forma ambulante o di posteggio.
Lo svolgimento dell´attività di “estetista”, dovunque sia esercitato, in luogo pubblico o privato, anche a titolo gratuito, è subordinato al possesso della qualificazione professionale prevista dalla legge e della licenza comunale.
Non è ammesso il rilascio di qualifiche “parziali”.

I requisiti richiesti – Il conseguimento della qualificazione professionale

Secondo quanto disposto all’art. 3 della L. n. 1/1990, la qualificazione professionale di estetista si intende conseguita, dopo l’espletamento dell’obbligo scolastico, mediante il superamento di un apposito esame teorico-pratico preceduto dallo svolgimento:

a)     di un apposito corso regionale di qualificazione della durata di due anni, con un minimo di 900 ore annue; tale periodo dovrà essere seguito da un corso di specializzazione della durata di un anno oppure da un anno di inserimento presso una impresa di estetista;

b)     oppure di un anno di attività lavorativa qualificata in qualità di dipendente, a tempo pieno, presso uno studio medico specializzato oppure una impresa di estetista, successiva allo svolgimento di un rapporto di apprendistato presso una impresa di estetista, come disciplinato dalla legge 19 gennaio 1955, n. 25, e successive modificazioni ed integrazioni, della durata prevista dalla contrattazione collettiva di categoria, e seguita da appositi corsi regionali, di almeno 300 ore, di formazione teorica, integrativi delle cognizioni pratiche acquisite presso l’impresa di estetista;

c)     oppure di un periodo, non inferiore a tre anni, di attività lavorativa qualificata, a tempo pieno, in qualità di dipendente o collaboratore familiare, presso una impresa di estetista, accertata attraverso l’esibizione del libretto di lavoro o di documentazione equipollente, seguita dai corsi regionali di formazione teorica di cui alla lettera b).
Questo periodo di attività deve essere svolto nel corso del quinquennio antecedente l’iscrizione ai corsi di cui alla lettera b).

Sinteticamente:

APPRENDISTATO seguito da:

- 1 ANNO DI LAVORO QUALIFICATO A TEMPO PIENO
- 300 ORE DI CORSO
- ESAME FINALE.

3 ANNI DI LAVORO QUALIFICATO A TEMPO PIENO seguito da:

- CORSO 300 ORE
- ESAME FINALE.

3 ANNI DI COLLABORATORE FAMILIARE seguito da:

- 300 ORE DI CORSO
- ESAME FINALE.

CORSO REGIONALE DI QUALIFICAZIONE DELLA DURATA DI DUE ANNI (MINIMO 1.800 ORE) PRESSO SCUOLE RICONOSCIUTE DALLA REGIONE seguito da:

a)     CORSO DI SPECIALIZZAZIONE (MINIMO 900 ORE) PRESSO UNA SCUOLA RICONOSCIUTA DALLA REGIONE
oppure
b)     UN ANNO PRESSO UN’AZIENDA DI ESTETISTA + ESAME FINALE.

La denuncia di inizio attività

Secondo quanto stabilito dal comma 2 dell’articolo 10 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, l’esercizio delle attività di estetista è soggetto alla sola dichiarazione di inizio attività, resa ai sensi dell’art. 19 della legge n. 241/1990, da presentare al Comune territorialmente competente o allo sportello unico del Comune, laddove esiste, senza essere subordinata:
a)     al rispetto del criterio della distanza minima o di parametri numerici prestabiliti, riferiti alla presenza di altri soggetti svolgenti la medesima attività;
b)     al rispetto dell’obbligo di chiusura infrasettimanale.

Viene solamente richiesto:
a)     il preventivo possesso dell’abilitazione professionale;
b)    la conformità dei locali ai requisiti urbanistici e sanitari, dettati dalle singole leggi regionali e dai regolamenti comunali.