Comunicato Ufficiale – numero 4190 del 4 ottobre 2014

Comunicato Ufficiale di Confestetica n. 4190 del 04 ottobre 2014 alle ore 17:06

Comunicato Ufficiale numero 4190

del 4 ottobre 2014

 

POSTA CERTIFICATA
Lettera Prefetture ITALIANE Lettera ASL REGIONALI

 

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Oggetto: Legge 4 gennaio 1990, n. 1 “Disciplina dell’attività di estetista” – D.M. 12 maggio 2011 n. 110 emesso dal Ministero della Salute e dal Ministero delle Attività Produttive in attuazione dell’art. 10, comma 1, della legge 1/1990 – Annullamento del D.M. 110/2011 ad opera del Consiglio di Stato con la sentenza n. 1417/2014 del 24 marzo 2014

La scrivente associazione deve informare l’Eccellentissimo Prefetto indicato in intestazione che l’Eccellentissimo Consiglio di Stato, con la sentenza n. 1417 depositata in data 24 marzo 2014 ha annullato il D.M. 110/2011 che, in attuazione dell’art. 10 della legge 1/1990, aveva emanato le schede tecniche relative ai macchinari elettromeccanici utilizzabili dall’estetista ed aggiornato, al contempo, l’elenco dei medesimi già allegato alla legge.

In accoglimento delle eccezioni addotte dalla ricorrente Confestetica, il Consiglio di Stato ha definitivamente annullato il provvedimento anzidetto che, pertanto, allo stato attuale non può e non deve trovare applicazione sul territorio nazionale.

Tale precisazione, e di conseguenza tale comunicazione, si rende doverosa dal momento che, ancora oggi, per quanto siano passati oramai diversi mesi dalla pubblicazione della predetta sentenza, le autorità locali, tra tutte USL e Comuni, preposte al controllo degli esercenti l’attività di estetista comminano sanzioni per il mancato adempimento ovvero il mancato rispetto delle previsioni di cui al decreto 110/2011.

Non solo.

Parrebbe che diversi comuni, per rilasciare le autorizzazioni allenuove aperture di attività di estetica o trasferimenti, subentri o ampliamento dei locali, chiedono di dichiarare che tutte le apparecchiature utilizzate siano quelle, e solo quelle, comprese nell’elenco degli apparecchi elettromeccanici per uso estetico ai sensi del Decreto 110/2011. Tale dichiarazione, a ben vedere, non può essere resa dal titolare del centro estetico o direttore tecnico, in quanto il decreto 110/2011, come detto, è stato annullato dalla sentenza del Consiglio di Stato di cui sopra.

L’unico elenco previsto per legge è contenuto nell’allegato, articolo 10 primo comma, della Legge 4 gennaio 1990, n. 1 – disciplina dell’attività di estetista – Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 5 gennaio 1990, n. 4.

Pertanto il dichiarante, consapevole delle sanzioni penali nel caso di dichiarazioni non veritiere e falsità negli atti, non potrebbe, per assurdo, firmare la certificazione richiesta dalla pubblica amministrazione, con conseguente diniego da parte della stessa delle autorizzazioni necessarie per l’attività.

Per le attività già avviate, invece, tali comuni chiedono in modo irregolare e per iscritto la dichiarazione sostitutiva di atto notorio di conformità alle norme tecniche e alle regole di utilizzo da applicare secondo ogni singola apparecchiatura sempre secondo il decreto 110/2011.

E’ di tutta evidenza che una situazione del genere, sia foriera di grave nocumento per la categoria, costretta a doversi difendere nelle opportune sedi giudiziarie a fronte di immotivati controlli ovvero dinieghi delle amministrazioni anzidette che, operando nella maniera ora descritta, stanno anche sottraendosi in modo del tutto immotivato alla esecuzione di una sentenza emessa da un Autorità Giudiziaria.

E’ necessario, pertanto, che Codesto Eccellentissimo Prefetto faccia quanto di sua competenza per far eseguire correttamente la pronuncia resa dal Consiglio di Stato, dandone notizia ai Comuni di propria competenza nonché alle Aziende Sanitarie Locali in maniera tale da non dover più assistere ad una forma di sostanziale diniego di giustizia che non farebbe altro che aggiungere ulteriori danni ad un comparto già pesantemente penalizzato dal provvedimento più volte richiamato.

Ci si augura, pertanto, che la presente comunicazione sia presa in seria considerazione dalle Amministrazioni destinatarie in maniera tale da consentire che l’abuso perpetrato sino ad oggi con la palese disapplicazione di un provvedimento dell’Autorità Giudiziaria Amministrativa cessi entro brevissimo tempo.

Nella denegata ipotesi in cui non si dovesse ricevere un positivo riscontro nel termine di 30 giorni dal ricevimento della presente, saremo nostro malgrado costretti a rivolgerci alle competenti autorità giudiziarie affinché siano fatte le opportune indagini e si accertino le responsabilità connesse con il mancato rispetto della sentenza emessa dal Consiglio di Stato nella vicenda de qua.

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Comunicato Ufficiale Scritto da Confestetica in data 04 ottobre 2014 alle ore 17:06

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7 risposte a “Comunicato Ufficiale – numero 4190 del 4 ottobre 2014”

  1. doriana caino scrive:

    Ottimo…..peccato che invece ancora non si riesce a fare niente per chi lavora in casa abusivamente estetiste e tatuatori …..

    • confestetica scrive:

      Confestetica lavora costantemente su tutti i fronti con grande tenacia ed in particolare sull’abusivismo, difatti da quando c’è Confestetica, che sensibilizza ogni giorno l’opinione pubblica, i controlli sono molto più mirati e frequenti.
      Qui puoi trovare il numero delle denunce raccolte fino ad ora e presto saranno fascicolate e depositate alle autorità competenti.
      http://www.confestetica.it/abusivi.php

  2. Matteo scrive:

    Se ho ben capito possiamo tornare ad utilizzare la cavitazione che avevamo “parcheggiato” in magazzino.
    Non ho ben capito se è una cosa definitiva o se possono ancora esserci iter giudiziari che capovolgano ancora la “frittata”, comunque bene cosi.

    Ma per quanto riguarda l’epilazione a diodo che era la novità introdotta dal Decreto 110/2011, che si fa?
    Torna ad essere bandita come in precedenza tutta l’epilazione a laser?
    Oppure basta che il produttore certifichi i nuovi macchinari per uso estetico?

    Purtroppo la senzazioni è di trovarsi in un limbo burocratico e non si sa più cosa si può fare e cosa no.

    • confestetica scrive:

      La cavitazione non significa nulla, ma l’estetista può utilizzare gli ultrasuoni ed il laser estetico per l’epilazione, così come è sempre stato possibile in forza della legge 1 del 4 gennaio 1990. Il laser estetico NON è MAI stato bandito, anche se su questo punto, diversi funzionari amministrativi, avrebbero fatto intendere una cosa diversa, questo potrebbe essere inteso anche come un abuso in atti d’ufficio e qualora sia necessario, Confestetica non esiterebbe nemmeno un minuto a segnalare alle AUTORITA’ GIUDIZIARIE eventuali ABUSI IN ATTI D’UFFICIO DA PARTE DI DIPENDENTI PUBBLICI.

      • Matteo scrive:

        Chiedo scusa per l’imprecisione.
        Ultrasuoni a bassa frequenza (40 kHz) sono ad oggi utilizzabili dall’estetista si o no?
        Abbiamo contattato funzionari dell’USL ma non sanno… associazioni di settore non si vogliono esporre o pronunciare con decisione…
        stiamo attendendo la risposta ad un quesito posto in regione (Emilia Romagna) ma i tempi si stanno allungando parecchio.
        Vorrei sapere se in caso di controllo o peggio ancora in caso di denuncia da parte di una cliente insoddisfatta, potremmo essere tutelati di fronte la legge.

  3. Matteo scrive:

    Chiedo cortesemente una delucidazione che penso sia di interesse per tutti.
    Il laser per l’epilazione, introdotto dal Decreto 110/2011, torna ad essere bandito per le estetiste come ai tempi della Legge n°1 del 1990 a cui dobbiamo ancora oggi attenerci?
    Oppure è sufficiente una certificazione del produttore che l’apparecchio è adibito ad uso estetico?

    • confestetica scrive:

      L’estetista può utilizzare il laser per l’epilazione, così come ha sempre fatto dal 1990. Il laser estetico è presente nell’elenco della legge 1 del 4 gennaio 1990 e non è mai stato bandito.

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