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Il triennio di estetica dopo la maturità per essere in linea con la “Strategia di Lisbona”

scuola confesteticaLa Legge 3116 di Confestetica propone come requisito minimo per accedere ad un corso di estetista professionale, il diploma di scuola secondaria di secondo livello (diploma di maturità). Le motivazioni di tale scelta sono molteplici poiché guardano sia all’aspetto strettamente culturale e formativo dei ragazzi che si iscrivo al corso di estetica che ad un aspetto di politica economica in linea con la “Strategia di Lisbona”.

Per quanto riguarda il primo punto è importante sottolineare che post-diploma di maturità i ragazzi hanno una capacità cognitiva superiore rispetto ai giovani che conseguono la licenza media. La motivazione alla realtà lavorativa aumenta e si fa più nitida la  coscienza della professione che si vorrà svolgere da grandi. A supporto di questa affermazione infatti, quando Confestetica ha chiesto alle giovani ragazze sedicenni che frequentavano un corso biennale di estetica se, qualora la durata del corso fosse passata dai tre ai cinque anni formativi, avrebbero proseguito a frequentarlo, la risposta della maggior parte delle intervistate è stata negativa: avrebbero piuttosto rinunciato al mestiere di estetista.

Da ciò consegue che, attingendo ad un target motivato a priori verso il mondo dell’estetica, si avranno aule frequentate da ragazzi decisi nel loro percorso formativo costituito da programmi di spessore più elevato rispetto a quelli finora proposti ai giovani con licenza media.

Rispetto al secondo punto, quello legato all’aspetto della politica economica europea, è molto interessante ricordare che nel 2000 a Lisbona è stato approvato dai Capi di Stato e di Governo dell’UE, un programma di crescita culturale della popolazione giovanile di tutta Europa da realizzare entro il 2010. Tra gli obiettivi principali della Strategia di Lisbona si deve considerare la riqualificazione del lavoro con investimenti sul capitale umano attraverso programmi formativi più ricchi di nozioni interdisciplinari.

Per raggiungere questo obiettivo sono state determinate delle aree di intervento; di seguito si riportano quelle che la Legge 3116/10 di Confestetica ha guardato con maggiore interesse:
•  “diminuzione degli abbandoni precoci delle scuola (percentuale non superiore al 10%);
•   aumento dei giovani che completano gli studi secondari superiori (almeno l’85% della popolazione ventiduenne)”
In un contesto politico/economico di tal valore, che ha visto l’intera UE impegnarsi nel diventare “la più competitiva e dinamica economia della conoscenza entro il 2010”, sarebbe stato assolutamente in controtendenza riformare i piani formativi per gli estetisti non innalzando il requisito minimo di accesso ai corsi.

Si consideri inoltre la ricerca condotta dall’Istat nel 2007 sui percorsi di studio e di lavoro dei diplomati che citano, tra le principali motivazioni nell’iscrizione all’università, la sicurezza che un livello di istruzione superiore (come la laurea) dia maggiori garanzie di lavoro (46,1%). Infatti, bel l’85,8% degli studenti si iscrive, post-diploma, ad un corso di laurea triennale.  Confestetica tenendo conto della spendibilità di un titolo conseguito dopo il diploma di maturità ha proposto nella 3116 un corso triennale di estetica, settore in fortissima espansione, che è l’analogo di un corso triennale accademico.

Ancora una volta quindi, si pone l’accento sulla professionalizzazione che diventa un requisito indispensabile qualsiasi attività lavorativa si voglia intraprendere. Ovviamente la prospettiva varia se si parla di un lavoro manuale o di un lavoro di concetto: le caratteristiche di qualificazione cambiano veste ma restano comunque prerogativa dei piani di formazione proposti dall’Unione Europea.

Confestetica in conclusione si conferma ancora una volta sensibile alle linee guida europee e guarda con fiducia a quel 76% di giovani (dati Istat) che ogni anno consegue il diploma di scuola secondaria de secondo grado e vuole crescere professionalmente, pronto ad impegnarsi in una formazione di alto livello.

Tuttavia per non abbandonare la restante parte della popolazione che non ha interesse a proseguire gli studi ma è desiderosa di abbracciare parte del mondo dell’estetica, ha  predisposto due percorsi formativi post-licenza media per diventare onicotecnico, costituiti o da 450 ore formative e tre mesi di stage o da tre anni di lavoro e 200 ore formative.

Niente paura per chi è già estetista poiché la 3116/10 riconosce i titoli già acquisiti e con un semplice esame si potrà passare da estetista artigiana a estetista professionale (non ci sarà quindi bisogno di dover frequentare di nuovo il corso di estetista).

i dati sono forniti dall’ISTAT

Scritto da Confestetica il 8 febbraio 2010 alle 16:00

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