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Rispondo a Sgarbi – L’INSOSTENIBILE AMBIGUITA’ ONTOLOGICA DI “AAA. MASSAGGIATRICE OFFRESI”

vittorio-sgarbi2Sono la Dott.ssa Angelica Pippo, la Presidente Nazionale di Confestetica e vorrei rispondere all’articolo “ Fenomenologia del massaggio usato per colpire un eroe ” scritto da Vittorio Sgarbi su “ Il Giornale ” al fine di fare alcune precisazioni in merito alla professione dell’estetista dato che per molti, Sgarbi compreso, questa professione è spesso associata al mestiere della prostituta.

Chiunque è libero di avere spiccate attitudini sessuali, dietro o meno compenso monetario, chiunque può prostituirsi (avvocati, magistrati, netturbini, insegnanti) assumendo le responsabilità derivanti da un comportamento non consono al ruolo lavorativo di riferimento ma l’operato del singolo non deve essere considerato il tratto caratterizzante della professione di appartenenza. L’illegittimità (o meno) di certe disposizioni sessuali è legata ad una deontologia professionale (palesata dalla legge o intrinseca nel lavoratore) che chiunque può scegliere se seguire o disattendere.

Il mio articolo sul caso Bertolaso era assolutamente libero da ogni forma di moralismo: ognuno ha la libertà di scegliere i propri precorsi di vita, di manifestare comportamenti morigerati o “peccaminosi” (come la società addita l’atto sessuale dietro compenso monetario) ma, ripeto, il comportamento del singolo non deve essere considerato come qualificante per l’intera categoria.

L’estetista massaggiatrice è un lavoro serio, dietro al quale ci sono anni di lavoro e di preparazione, per questo NON è corretto indicare ogni massaggiatrice come una prostituta. Questo invece è quello che è emerso dall’intervento di Vittorio Sgarbi nella puntata di L’Ultima Parola.

Alla fine dell’articolo scritto da Sgarbi, pubblicato su Il Giornale , si legge: “La Pippo non ha dubbi: è lecito [fare massaggi], purché senza pensieri di sesso”, io rispondo che non ho mai dato giudizi di valore in merito ai personali pensieri di sesso dei massaggiatori, ma alcune dichiarazioni calpestano chi, con integrità morale e dedizione profonda, si massacra di lavoro in modo onesto!

Sul Devoto-Oli sotto la parola “prostituzione” si legge: prestazione sessuale a scopo di lucro, con carattere di abitualità e professionalità. Quindi, chi abitualmente, sfruttando la figura dell’estetista massaggiatrice, svolge l’attività di prostituzione è giusto che venga chiamato con il nome appropriato: prostituta e non massaggiatrice.

La legge 1/90  che attualmente regolamenta il settore dei centri estetici e degli estetisti definisce (art.1) in modo chiaro quali siano gli scopi le mansioni dell’estetista:

Art1. l’attività di estetista comprende tutte le prestazioni ed i trattamenti eseguiti sulla superficie del corpo umano il cui scopo esclusivo o prevalente sia quello di mantenerlo in perfette condizioni, di migliorarne e proteggerne l’aspetto estetico, modificandolo attraverso l’eliminazione o l’attenuazione degli inestetismi presenti.

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Concludo quindi dicendo che chiunque eserciti l’attività di estetista deve essere iscritta negli uffici pubblici preposti e soggetta a sanzioni se non effettua la suddetta iscrizione; chiunque svolge il mestiere della prostituta invece non ha bisogno di alcuna iscrizione presso i pubblici uffici. Con l’entrata in vigore della proposta di legge 3116/10 di Confestetica, anche le prostitute che millanteranno l’esercizio della professione estetica, verranno duramente punite da sanzioni amministrative e penali (348 c.p.) ponendo fine all’insostenibile ambiguità ontologica degli annunci sui giornali: “AAA. MASSAGGIATRICE OFFRESI”.

Scritto da: Angelica Pippo

Scritto da Confestetica il 25 marzo 2010 alle 22:09

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