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Paola De Nardo è stata eletta Presidente per il Friuli Venezia Giulia di Confestetica

DSCN1850 - Copia

Si è conclusa con grande soddisfazione da parte della Presidente di Confestetica Dott.ssa Angelica Pippo e del suo staff la prima conferenza tenuta dall’Associazione nella Regione Friuli Venezia Giulia. Il Circolo Giovanile Pier Giorgio Frassati di Latisana (UD), sede dell’incontro, ha visto partecipare con interesse e impegno numerose estetiste della zona, desiderose di conoscere le evoluzioni del settore estetico.

In questa occasione, Paola De Nardo, estetista da 20 anni, è stata eletta ufficialmente Presidente della Regione Friuli per Confestetica. Il suo impegno nell’organizzare l’evento e la sua dedizione profonda per quello che è il progetto di Confestetica, ha fatto sì che potesse raccogliere grande consenso.

L’incontro è stato aperto da Roberto Papa, Segretario Nazionale di Confestetica,  che ha dato il benvenuto ai partecipanti complimentandosi per la spiccata volitività degli estetisti friulani.

La Presidente Angelica Pippo, dopo aver presentato gli ospiti al tavolo della conferenza, è entrata nel merito dell’incontro sottolineando più volte alla platea di estetiste di essere essa stessa un’estetista alla quale le vesti di artigiana son sempre state strette. La professionalizzazione degli estetisti, il passaggio dallo status di artigiani a quello  di professionisti, è il punto cruciale sul quale ruota la proposta di legge 3116/10 di Confestetica. Per questo motivo la Presidente ha invitato le astanti a riflettere sul loro mancato riconoscimento di estetiste professionali da parte delle Istituzioni ma non da parte dei loro clienti che chiedono consigli e, affidandosi ai trattamenti proposti, danno dimostrazione di considerare già da tempo gli estetisti come veri professionisti.

La parola è passata quindi all’Assessore alle Finanze-Tributi-Patrimonio ed Innovazione di Latisana, Salvatore Benigno, che ha parlato delle tariffe comunali per gli estetisti che ad oggi, data la loro condizione di artigiani, sono superiori a quelle dei professionisti. Con l’entrata in vigore della proposta di legge 3116 e quindi con il passaggio di status degli estetisti, anch’essi potranno godere delle agevolazioni fiscali riservate ai professionisti.

La discussione è proseguita con il confronto tra il Dott. Matassi dell’ARPA Friuli Venezia Giulia e il Dott. Tombari della Sameco, azienda nazionale di smaltimenti rifiuti pericolosi, che hanno espresso pareri discordanti in merito all’obbligo di iscrizione al SISTRI da parte degli estetisti.

Il Dott. Matassi sosteneva che gli estetisti non sono obbligati ad iscriversi al SISTRI in base ad una FAQ riportata sul sito del sistri. Di seguito domanda e risposta:

Domanda:

I medici, i dentisti, i fisioterapisti, gli infermieri, i parrucchieri, le estetiste…gli artigiani e le officine di riparazione con meno di 10 dipendenti sono tenuti all’iscrizione al SISTRI? 

Risposta:

In base al’art. 6 coma 1 del DM 17/12/2009, “1. I produttori di rifiuti pericolosi che non sono inquadrati in un’organizzazione di ente o di impresa e i produttori di rifiuti non pericolosi di cui all’articolo 184, comma 3, lettere c), d) e g) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, che non hanno più di dieci dipendenti” non sono tenuti ad iscriversi al SISTRI, ma possono aderirvi su base volontaria.

In altre parole i liberi professionisti, (medici, dentisti etc.) e altre categorie di soggetti che non sono imprenditori o artigiani e quindi non sono inquadrati in un’organizzazione di ente o di impresa non sono tenuti all’iscrizione al SISTRI nemmeno in caso di produzione di rifiuti pericolosi.

Il dott. Tombari della Sameco interpretava in modo differente la FAQ, sostenendo che le estetiste, in quanto artigiane, sono obbligate ad iscriversi al SISTRI.

Dalla FAQ si evince che NON SONO OBBLIGATI all’iscrizione al sistri i liberi professionisti, chi NON è imprenditore e chi NON è artigiano e dunque chi NON è inquadrato in un’organizzazione di ente o di impresa.

Dando una più chiara e altrettanto corretta lettura della FAQ si afferma che:

L’estetista NON è un libero professionista, È un imprenditore, È un artigiano ed È inquadrato in un’organizzazione di ente o di impresa, per cui È OBBLIGATO ad iscriversi al SISTRI.

copia DSCN1860

In sede di conferenza, a sciogliere definitivamente il nodo, è stata l’Avvocato Candusso che ha fugato ogni dubbio sull’esistenza dell’obbligo per gli estetisti, leggendo ed interpretando la FAQ in un modo più limpido e lineare rispetto a quanto riportato nel portale del SISTRI. L’Avvocato ha ricordato delle pesanti sanzioni, ancora in via di approvazione definitiva, che colpiranno chi non rispetterà l’obbligo di iscrizione al sistema di tracciabilità rifiuti pericolosi per via telematica (SISTRI). Fino alla data del 31 dicembre del 2010, si pagheranno 60,00 euro per ogni mese di ritardo all’iscrizione al SISTRI. Dal 1 gennaio 2011, gli estetisti obbligati che omettono l’iscrizione saranno puniti con la pena dell’arresto da sei mesi a due anni e con quella dell’ammenda da 2.600 euro a 26.000 euro.Risolta la questione sull’attualissimo tema dello smaltimento rifiuti pericolosi, l’intervento del legale Candusso si è spostato sull’importanza che possiedono un Albo Professionale ed un Codice deontologico come uniche garanzie per valorizzare una professione come quella dell’estetista e per tutelare sia gli operatori estetici che il cliente finale. Ha parlato inoltre delle sanzioni introdotte dalla 3116 per debellare il gravissimo problema dell’estetista abusiva che opera a discapito di ogni norma igienico-sanitaria nonché fiscale. Saranno quindi introdotte sanzioni penali, fino a sei mesi di reclusione, per chiunque eserciti abusivamente la professione di estetista professionale secondo quanto previsto dall’art. 348 del Codice Penale che punisce “chiunque abusivamente esercita una professione, per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato”. In aggiunta alle sanzioni penali già previste dal codice, verranno introdotte due sanzioni amministrative: una per l’estetista abusiva che va dai 7.000 ai 15.000 Euro, l’altra, da Euro 1.500 a Euro 7.000, per i suoi “clienti”.

Al termine dell’intervento dell’Avvocato Condusso, la parola è stata ceduta al Dott. Ennio La Pia, chirurgo dermatologo ed esperto di psicosomatica presso l’Ospedale Civile di Palmanova, che ha interrogato la platea con una domanda di ispirazione manzoniana: “Carneade! Chi era costui?” frase usata nei Promessi Sposi da Don Abbondio che, mentre leggeva il panegirico di San Carlo Borromeo, si imbatté nella figura del filosofo Carneade di cui non conosceva l’identità. La domanda del Dott. La Pia, delicatamente posta, era volta ad indagare la percezione che le estetiste hanno di se stesse: “Chi siete? Che ruolo sentite di svolgere?”. Il Dott. La Pia, ha sottolineato come oggi l’estetista non abbia un’identificazione stabile e come questo fatto vada a creare disagi enormi nella gestione quotidiana del lavoro di estetista. La non identificazione sociale e lavorativa va a discapito dell’operatore estetico che, non conoscendo il proprio limite massimo di azione, nel dubbio di sconfinare in ambiti medici non di sua competenza, spesso resta nelle retrovie non si spinge fin dove potrebbe arrivare e penalizza se stesso ed il cliente finale. Il disagio della non identificazione lavorativa va a discapito quindi anche del sistema di collaborazione tra medico ed estetista che può originarsi da una corretta e stabile determinazione di ruoli.

Il Dott. La Pia, ha fatto inoltre un’acuta riflessione sul fatto che se le estetiste producono rifiuti speciali vuol dire che svolgono un’attività “speciale” così come avviene per i medici. Le estetiste fanno diagnosi, perché se hanno l’obbligo di lavorare solo sulla pelle sana dei propri clienti, hanno la necessità di discernere la stessa da quella malata e questo processo altro non è che una diagnosi!

A conclusione del suo intervento, ha definito le estetiste “sacerdotesse della bellezza” che si preoccupano del benessere e della bellezza dei propri clienti, utilizzano apparecchiature estetiche tecnologicamente avanzate e, per tutti questi motivi, meritano un degno riconoscimento professionale e sociale, una degna identificazione di ruolo per realizzare una ormai necessaria collaborazione tra medico ed estetista. L’importanza della collaborazione tra queste due figure è un altro dei punti focali della proposta di legge 3116/10, una cooperazione utile soprattutto al benessere ed alla cura psico-fisica del paziente/cliente finale.

È intervenuta infine la Dott.ssa Scarabelli, cosmetologa e docente da 10 anni presso la scuola di estetica IAL di Udine, che ha espresso il proprio disappunto sulle voci che girano in merito all’introduzione di ore di religione e ginnastica in sostituzione delle ore dedicate a materie più prettamente di matrice estetica. Questo per agganciarsi al terrificante processo involutivo che sta caratterizzando la formazione degli estetisti e la necessità impellente di riformare in modo più severo i percorsi di studio. Pienamente d’accordo dunque anche la dott.ssa Scarabelli con la proposta di legge 3116 che vuole innalzare il requisito minimo di accesso alle scuole di estetica che avverrà post-diploma di maturità, proporre un percorso triennale per la formazione degli estetisti, un esame di stato, l’iscrizione all’Albo degli estetisti professionali e aggiornamenti continui in estetica denominati ECE; punti fondamentali per il miglioramento della professione estetica.

La dott.ssa Scarabelli ha riferito infine che c’è una grandissima dispersione di estetisti che post diploma di estetica, si rivolgono ad altri settori lavorativi. In altre parole si ravvisa un’altissima incidenza di chi, già con un diploma di estetica in tasca, abbandona il mestiere perché scarsamente motivato ab origine alla pratica dello stesso.

Cosa è emerso dalla riunione di Confestetica nel Friuli?

Che urgono soluzioni immediate ai numerosi problemi del settore estetico, soluzioni che solo la proposta di legge 3116/10 di Confestetica può apportare ad un settore tanto bello quanto ormai pieno di buchi normativi e limiti imposti.

L’incontro si è concluso quindi con il consenso degli astanti su tutti i punti toccati e con piena soddisfazione del team di Confestetica che ringrazia i presenti.

Scritto da Confestetica il 4 maggio 2010 alle 17:47

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3 Commenti a “Paola De Nardo è stata eletta Presidente per il Friuli Venezia Giulia di Confestetica”

  1. NuMani Dice:

    – Carissima Angelica,

    sono contento che finalmente anche i ciechi iniziano a vedere.
    Sulle tue capacità non ci sono dubbi, sulla passione riversata su ogni cosa
    che esegui altrettanto.
    Complimenti.

  2. MariaRosa Dice:

    Sulla proposta della lotta all’abusivismo sono assolutamente d’accordo, da anni sollecito le categorie ad intervenire, ma hanno sempre fatto orecchie da mercante, d’altra parte denunciare una abusiva ci fa sentire in colpa, e spesso non se ne hanno le prove, anche se poi sfociamo in un caso eclatante come quello presentato in TV,da …mi manda rai tre…. in cui venne presentato il caso di una signora (contro la ditta *****) che per comperare l’ apparecchiatura in questione ha simulato di essere estetista e obbligare la ditta a vendergliela, non essendo stata in grado di utilizzarla voleva restituire l’apparecchiatura, non onorare i pagamenti, addirittura avere restituito l’acconto: per ottenere questo, si è rivolta al programma televisivo in questione,dicendo che era un imbroglio, ma dal contradditorio si evinceva che la signora era abusiva, ciò nonostante il presentatore ha attaccato il produttore, in questa Italia in cui più sei più sei famoso, come potremo difenderci se anche chi ci deve dare l’esempio non rispetta le regole? Per quanto riguarda la collaborazione tra medici e estetiste penso che non sarà facile, in base all’ esperienza che ho accumulato in 45 anni di attività posso affermare che i medici prendono molto volentieri le “clienti” delle estetiste, ma non cedono affatto le loro “pazienti”; in alcuni casi arrivano a denigrare il lavoro dell’estetista stessa, si sentono sempre forti dell’autorevolezza che gli deriva dal titolo di medico.Per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti pericolosi non so se ridere o piangere: dove finiremo? Certamente non avremo più persone che ci libereranno dai dolorosi o , ma come possono partorire simili stupidaggini, mi si spieghi a chi assimiliamo i macellai i cuochi,gli arrotini,barbieri, parrucchieri, le persone che si fanno giornalmente la barba con la lametta, i drogati che vanno in giro spargendo a destra e a manca siringhe avvelenate,i ginecologi che per fortuna ora usano lo lo speculo usa e getta (quante epatiti hanno contagiato anche se si dava la colpa alle manicuriste)tutte queste persone in che categoria le mettiamo? diavolo vogliono proprio spremerci come limoni, altro che ambiente, e Napoli, Palermo ecc.ecc. dove li mettiamo? Leggendo la relazione ho interpretato che le estetiste in quanto artigiane anche se dal mio punto di vista sono libere professioniste dato che svolgono un lavoro in proprio e non sono legate a nessun ente, se non producono materiale tossico come sgorbie o simili, devono iscriversi ugualmente? Io avevo già posto questa domanda a Roberto confeestetica, mi ha risposto che ci sarebbero stati dei moduli per l’autocertificazione che non si producono questi materiali, è corretto o no? Viste le multe salate non vorrei incorrere in questo pantano grazie per la risposta. Cordiali saluti e buon lavoro.Maria Rosa Botti

  3. MariaRosa Dice:

    calli dolorosi e occhi di pernice. Si vede che questo sistema non accetta i calli…. scusate, ma la cosa mi fa ridere

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