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Massaggi in spiaggia – cinese abusiva multata per 2.500 Euro – Turisti criticano le forze dell’ordine

massaggi in spiaggiaSulla spiaggia di Lignano Sabbiadoro è stata multata una massaggiatrice cinese, che si spacciava per estetista, perché praticava massaggi ai bagnati.

Alla donna è stata fatta una multa di 2.500 euro dalla Guardia di Finanza che, insieme alle altre forze dell’ordine quali Polizia Municipale, Carabinieri, marinai della Capitaneria di Porto, sta portando avanti una maxi operazione contro il lavoro abusivo.

Come si diceva, si è anche verificato un episodio spiacevole. Quattro turisti si sono schierati a difesa degli abusivi. «Così non va bene, voi dovete operare in un altro modo», questa una delle frasi più gentili rivolte dai 4 all’indirizzo degli agenti. L’episodio si è verificato sulla spiaggia di Pineta e ha mandato su tutte le furie il comandante della polizia municipale, il tenente Alberto Adami.Che comunque,visti i numeri dell’operazione,può certo consolarsi.

L’abusivismo – come rende noto la Presidente della Regione Friuli di Confestetica Paola De Nardo – è una piaga dilagante nel settore estetico soprattutto in estate poiché proliferano “massaggiatrici” cinesi abusive che, a discapito della salute pubblica, effettuano massaggi “selvaggi” in spiaggia. Il vero paradosso della situazione che si è verificata sulla spiaggia di Lignano è stata la reazione dei bagnanti contro le forze dell’ordine che eseguivano il loro lavoro punendo con una sanziona amministrativa la “massaggiatrice”.

A parità di operatori abusivi (massaggiatrici, venditori di borsette, parei, asciugamani, collanine ecc) non cambia molto in termini di evasione fiscale, né le “massaggiatrici da spiaggia” né i venditori pagano le tasse. Quando si parla di estetiste abusive però c’è un’aggravante da non trascurare e cioè quella di attentare continuamente alla salute pubblica.

Ai bagnanti indignati evidentemente deve essere sfuggito questo elemento tanto da sollevare polemiche con le forze dell’ordine.

Il rischio di contagio in occasione di massaggi fatti in luoghi non idonei e senza tenere conto delle norme igienico-sanitarie (ad esempio le massaggiatrici abusive non lavano mai le proprie mani prima di passare da un “cliente” ad un altro) è altissimo e le principali malattie che possono essere contratte sono:Paola de nardo

funghi/micosi

dermatiti

verruche

allergie da contatto

danni muscolari e articolari fino a causare la morte (come è successo ad una turista di Caorle il 19 agosto 2007)

Da considerare inoltre la dubbia provenienza dei prodotti utilizzati dalle massaggiatrici. In Europa infatti vige la legge 713/86 e seguenti aggiornamenti che regolamenta la produzione e la vendita dei cosmetici; non è dato sapere cosa sia contenuto nei cosmetici utilizzati dagli abusivi, cosmetici pericolosi che potrebbero provocare, nella migliore delle ipotesi, un’allergia fino anche ad un’ustione di secondo grado.

Ad aggravare la situazione già tanto sconcertante – aggiunge la Presidente Regionale di Confestetica – si consideri il fatto che quando il contagiato (o ustionato) si reca in Ospedale per ricevere le cure mediche adeguate, usufruisce di un servizio pubblico garantito dalle tasse di onesti cittadini e non certo dal contributo inesistente degli abusivi. Quest’ultimi quindi recano un danno incommensurabile, per i vari risvolti negativi che può avere, a tutta la popolazione.

Alcune delle malattie presenti nell’elenco di cui sopra possono essere inoltre contagiate con estrema facilità; un bagnate quindi che si è lasciato fare un massaggio da una massaggiatrice cinese in spiaggia, potenzialmente può trasmettere la malattia ai componenti della propria famiglia e questi a loro volta possono contagiare altre persone e così all’infinito.

Si ricorda infine che il 19 agosto 2007 a Caorle, una donna di nazionalità ceca è deceduta un’ora dopo aver ricevuto un massaggio da un’abusiva. La donna, dopo cinque minuti dall’inizio del massaggio sul collo ha lamentato dei forti dolori alla testa; dato che il malessere persisteva sono stati chiamati i soccorsi. Una volta che la donna è stata trasportata al pronto soccorso le sue condizioni sono via via peggiorate tanto che il pronto soccorso di Caorle ha chiesto l’intervento urgente di un elicottero per trasferire la paziente in un centro specializzato. Quando l’elicottero ha toccato terra la donna era già deceduta.

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Scritto da Confestetica il 29 giugno 2010 alle 23:10

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