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Estetista e le sue apparecchiature – dopo 20 anni sono state presentate le schede – presto il decreto attuativo

ministero attività produttive angolo

Ieri, 13 luglio 2010, presso il Ministero delle Attività Produttive sono state invitate tutte le Associazioni di categoria a prendere visione delle schede tecniche relative all’articolo 10 della 1/90 allegato A.

Alla presentazione delle schede ha partecipato però solo ed esclusivamente Confestetica, Associazione Nazionale Estetisti, che complimentandosi con i funzionari del Ministero delle Attività Produttive e della Sanità per il lavoro svolto, ha appreso quali sono le novità della suddetta presentazione.

Ci son voluti venti anni per arrivare a questo punto epocale che determina quali sono le apparecchiature che può usare l’estetista.

Le schede tecniche attualmente non sono ancora disponibili per uso pubblico, lo saranno tra qualche settimana, nel frattempo Confestetica in accordo con il Ministero delle Attività Produttive vi offre una panoramica della nuova situazione.

Dalla presentazione di queste schede tecniche è emerso che le apparecchiature per ora vietate all’estetiste sono quelle per la cavitazione e per il fotoringiovanimento.

È concesso invece all’estetista l’utilizzo dell’ultrasuono.

Anche i macchinari per la fotoepilazione, quali laser e luce pulsata, rientrano tra quelli che possono essere adoperati dalle estetiste.

Confestetica, in relazione a questo punto, si sta attivando affinché la Regione Veneto e la Regione Toscana rimuovano i limiti finora posti su laser e luce pulsata per fotoepilazione. Ci auspichiamo che dette Regioni agiscano in sinergia con Confestetica, con il Ministero della Salute e con il Ministero dello Sviluppo Economico onde evitare azioni giudiziarie che l’Associazione, nell’eventualità, si riserva.

Chiarezza è stata fatta finalmente anche sull’uso della pinza e degli aghi per l’elettroepilazione che possono essere presenti all’interno dei centri estetici e quindi usati dalle estetiste.    

Sarà consentito l’uso di radiofrequenza con riferimento al testo sulla sicurezza sul lavoro in merito all’esposizione dell’operatore ai campi elettromagnetici che non può essere superiore alle 5 ore.

La vera novità è relativa alle lampade abbronzanti per l’uso delle quali il ruolo dell’estetista, nei confronti del cliente, è estremamente determinante. L’estetista infatti dovrà vietare l’esposizione ai raggi UVA e UVB a donne incinta, ai minori di 18 anni, alle persone che assumo farmaci fotosensibilizzanti, a chi ha familiarità con tumori ed ai clienti che hanno applicato sul copro cosmetici, creme abbronzanti profumi ed altri tipi di sostanze.  

Questo è il più forte segnale che annuncia la necessità di un’estetista non più artigiana ma professionista.

Finalmente è stata fatta la tanto attesa chiarezza in merito alle apparecchiature presenti nei centri estetici; auspichiamo tanta serenità per la nostra categoria che in questi ultimi 20 anni ha viaggiato sempre sul filo del rasoio.

Entro la fine del mese di luglio, massimo entro la metà di settembre, verrà redatto il  decreto attuativo, inviato poi a Bruxelles per il parere definitivo della Comunità Europea. Entro i 3 mesi successivi la Commissione dovrà esprimere il suo parere definitivo e favorevole affinché il suddetto decreto possa finalmente essere attuato.

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Scritto da Roberto Papa il 14 luglio 2010 alle 18:19

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49 Commenti a “Estetista e le sue apparecchiature – dopo 20 anni sono state presentate le schede – presto il decreto attuativo”

  1. maurizio Dice:

    e le altre associazioni dove erano??????????

  2. elisabetta mulas Dice:

    sono molto felice che dopo 20 anni ci siano delle novità positive per delle professioniste che in questo periodo più che mai studiano, praticano e professionalmente lavorano. finalmente delle novità per migliorare la categoria e tutelare meglio le clienti. finalmente delle normative che ci obblighino a migliorarci sempre di più, che invece di toglierci delle apparecchiature ci diano metodologie valide per risolvere gli inestetismi delle nostre clienti in tutta sicurezza per loro e per noi. è ora che anche le ditte produttrici facciano della formazione seria. è ora che le professioniste abbiano gli strumenti migliori per lavorare e tutte quelle persone che lavorano in nero vengano emarginate. se vogliono lavorare devono studiare, mettersi in regola e continuare ad aggiornarsi. grazie per il vostro lavoro perchè GRAZIE a voi a tutti quelli che credono nella professionalità dell’estetisata noi LAVOREREMO MEGLIO
    mulas elisabetta
    estetista professionista e beauty trainer

  3. Stefano Bertuol Dice:

    Bene! Ma qualcuno mi può spiegare la differenza tra luce pulsata per fotoepilazione e luce pulsata per fotoringiovanimento? Visto che la totalità delle tecnologie attualmente sul mercato eseguono entrambi i servizi? Quale chiarezza secondo voi è stata fatta?…..Plauso a Confestetica che ha ancora una volta dato atto alla serietà di Associazione a difesa dell’Estetista Professionista. …ma vi prego chiaritemi questo mio dubbio Amletico….Grazie.

  4. gonnelli roberta Dice:

    Non ha senso che prima ci permettono di lavorare con determinate apparecchiature e poi tutto va in fumo ( cavitazione . fotoringiovanimento)è giusto avere dei limiti e delle tutele ma come al solito tutto questo porterà vantaggio nel campo medico visto che queste metodologie vengono applicate anche da loro. Allora perchè non formare in modo più capillare le estetiste ? Bella figura con le clienti ! Grazie!

  5. Pippo Dice:

    Scusate ma la cavitazione è un ultrasuono a bassa frequenza

  6. Confestetica Dice:

    Ciao Stefano, ti spiego molto volentieri la differenza tra luce pulsata per il fotoringiovanimento e per l’epilazione.
    Premetto che l’eliminazione di dette apparecchiare è temporanea, in quanto il ministero ha chiesto documentazione scientifica ai produttori.
    Premesso ciò, come di dicevo, la differenza sta nella lunghezza d’onda espressa in nanometri (nm) di erogazione, difatti nelle schede tecniche presentate ieri dai Ministeri, all’estetista è consentito, l’utilizzo della luce pulsata con una lunghezza d’onda che partono da 600 nm e arrivano a 1.200 nm, questo vuol dire che la stessa potrà continuare a fare l’epilazione con luce pulsata.
    All’estetista invece non è consentito l’utilizzo della luce pulsata con lunghezze d’onda inferiori a 600 nm, difatti per eseguire il foto ringiovanimento, di solito serve una lunghezza d’onda pari a 550 nm ed è per questo che si utilizza un manipolo specifico con quelle lunghezze d’onda.
    Stefano ti ringrazio per la tua domanda, così anche gli altri potranno comprendere la differenza tra i due sistemi di utilizzo della luce pulsata.

  7. Cristian Emanuele Cortese Dice:

    Gentile redazione,
    vorrei avere chiarimenti sull’ultrasuono a bassa frequenza, fino a poco tempo fa a noi estetisti è stato consentito l’utilizzo di ultrasuono con frequenza uguale o superiore a 40 Khz, vorrei saperese tale frequenza è stata innalzata ai classici ultrasuoni per sonoforesi di 1 Mhz.
    In merito alla fotoepilazione, gradirei sapere se i laser puntuali per epilazione con lunghezza d’onda comprensiva in quella già da voi specificata (600nm e 1200nm) rientrano nell’utilizzo di noi professionisti, essendo ben nota la differenza fra laser puntuale e luce pulsata.
    Cordialmente
    Cristian Emanuele Cortese

  8. Bina Dice:

    Sono felice che sia stato fatto questo importante passo ma invece di toglierci cavitazione e fotoringiovanimento non sarebbe meglio cercare di creare un percorso di studi in modo che li si possa utilizzare anche noi, e accrescere così la nostra professionalità? Grazie!

  9. alessia Dice:

    come il Sig. Pippo ho lo stesso dubbio…. perchè vietano la cavitazione se è un ultrasuono a bassa frequenza? dov’è la differenza? qualcuno potrebbe spiegarmela? grazie

  10. Stefano Bertuol Dice:

    Ringrazio della risposta. Ma ritorno a bomba sulla cosa: io ho tre centri di estetica e possiedo apparecchiature IPL della azienda leader mondiale in questo campo. Non faccio il nome ma chi è del settore ha già capito. Il punto è questo: il manipolo (frusta) è lo stesso.E’ il software interno della macchina che taglia la frequenza, per poter eseguire il fotoringiovanimento o la fotoepilazione…quindi? MI fa piacere che una “neonata” associazione di categoria sia riuscita in quello che altre associazioni “titolate” in 20 anni non siano riuscite a fare, ma come al solito nelle commissioni tecniche ministeriali non vi è traccia di TECNICI, informati dei fatti. Per cui ancora una volta…confusione su confusione.
    E riprendo quello che,correttamente,Pippo si domanda: ma la cavitazione non è u ultrasuono a bassa frequenza? SI LO E’! Si parla infatti di kilo hertz… L’ultrasuono ad 1 mHz lo può usare SOLO il medico; quello a 3 mHz lo può usare l’estetista…e si parla di Megahertz..MAH!!! Sono un ottimista di natura, ma credemi…invidio la tua certezza che tutto ciò abbia generato chiarezza. Grazie.

  11. Gianluca_tecnico Dice:

    Salve a tutti.
    Leggendo velocemente il blog, mi auguro vivamente per il bene di tutto il settore estetico professionale per cui lavoro, dalle estetiste ai produttori, che al Ministero pervengano dettagli tecnici precisi sulle apparecchiature e non generalisti come purtroppo si legge qui. Le differenze tra le varie apparecchiature non sono riconducibili esclusivamente a “nanometri” o “bassa/alta frequenza”. é impensabile discriminare una apparecchiatura distinguendo tra 500nm e 600nm (lunghezza d’onda della luce o colore) ma si dovrebbe parlare anche di potenze in gioco e dose irradiata. Fotoringiovanimento è un termine troppo generico viste le differenti tecnologie molto diverse tra loro che possono essere usate a tal scopo (laser, luce pulsata o luce incoerente …). Per la “corretta discriminazione” delle apparecchiature agli ambiti professionali di utilizzo (medicale o estetico) è necessaria una approfondita analisi tecnica delle macchine stesse, delineando i parametri che le caratterizzano. Così facendo si tutelerà la professionalità degli operatori ed effettivamente anche la salute degli utenti. Buon lavoro a tutti.

  12. Confestetica Dice:

    Vorrei rassicurare tutti facendo notare che in questo articolo siamo stati volutamente generici, proprio perchè il Ministero non ha ancora reso pubbliche le schede. Inoltre voglio far notare che al tavolo di lavoro hanno partecipato anche le aziende ed i migliori tecnici presenti in Italia. Nelle prossime settimane sarà nostra cura rendere pubbliche sia le schede che la bozza del decreto attuativo. Confestetica era presente all’incontro e quello che ci sentiamo di dire è che il contenuto di queste schede va verso la giusta direzione: verso la direzione dell’estetista professionista e non più artigiana.

  13. Stefano Bertuol Dice:

    Bene! Mi fa molto piacere apprendere della partecipazione di tecnici del settore. Voglio sperare che fra questi ci sia stato anche il dott. Busoni. In attesa di chiarimenti più specifici buon lavoro a tutti. Grazie.

  14. Carmen Dice:

    attendo importanti chiarimenti per la cavitazione a questo punto.

  15. Brigida Stomaci Dice:

    Leggo i vostri commenti e mi rendo conto che Confestetica più che fare chiarezza fa ancora più confusione!

    Se siamo arrivati all’approvazione dell’allegato alla 1/90 non è per merito del sig. Papa e della sua “bacchetta magica” bensì dell’impegno di tutti quelli che hanno lavorato per vent’anni per questa lotta!
    CNA, CONFARTIGIANATO E FAPIB!!!
    Giorni e giorni di lavoro perso e soldi spesi per i trasferimenti a Roma, con convocazioni date all’ultimo momento! Viaggi in treno, avanti e indietro in giornata per centinaia di chilometri, attese, telefonate, lettere per sollecitare i Ministeri, riunioni con le colleghe per spiegare cosa succedeva. Tutto per ottenere l’approvazione dell’allegato PER INTERO!
    Quello che oggi è stato annunciato.
    E che sapevamo già! E’ un mese che abbiamo inviato ai nostri associati una comunicazione su quello che c’è scritto qui sopra.
    Non ci siamo persi niente, ma bisognerà aspettare ancora per saperne di più ed avere dati certi.

    Ma i signori di Confestetica, come sappiamo ormai bene è nel loro stile, rivoltano la frittata e raccontano con toni e parole offensive quello che vogliono (Saranno stati dietro la porta ad origliare!!???!!!)

    E qualche ingenuo ci casca dicendo : Bravi!

    Ma bravi di che? Di essersi intrufolati ed aver assistito ad una comunicazione un mese dopo?
    Bravi allora. Abbiamo capito che sapete farlo, a noi non serviva rimanere e condividere ingiustamente con voi un risultato che sacrosantemente meritiamo!

    Sorvolo sull’aggettivo “altezzosa” che mi è stato attribuito, è proprio vero che ogniuno vede la realtà con le proprie lenti e rispecchia sugli altri pregiudizi che sono propri.

    Ps. Per le nuove attrezzature che sono state rifiutate ci stiamo già mobilitando affinchè il Consiglio Superiore della Sanità possa riprendere in considerazione la cosa, vi aggiorneremo sul sito CNA quando avremo CERTEZZE, non pettegolezzi.
    Noi preferiamo passare il nostro tempo a realizzare fatti non chiacchere da bar.
    Al Signor Papa, dedico “Tu Grillo Parlante” di Edoardo Bennato, così, giusto per ricambiare la cortesia.

    http://www.google.it/search?hl=it&client=firefox-a&hs=B06&rls=org.mozilla%3Ait%3Aofficial&channel=s&tbs=vid%3A1&q=edoardobennato+grillo&aq=f&aqi=&aql=&oq=&gs_rfai=

    Cordiali saluti a tutti.
    Brigida Stomaci
    coordinamento nazionale estetiste Cna

  16. Greta Dice:

    Per quanto riguarda le lampade abbronzanti, non si può più consigliare una crema protettiva specifica per solarium? Qual è il motivo per cui bisogna vietare l’esposizione ai raggi UVA e UVB ai “clienti che hanno applicato sul corpo cosmetici, creme abbronzanti ed altri tipi di sostanze”? E poi, cosa si intende per “altri tipi di sostanze”? A parte i prodotti contenenti profumi che, si sa, sono fotosensibilizzanti, si possono usare prodotti studiati appositamente per il solarium? Grazie per la risposta e buon lavoro.

  17. nicola bruscagin Dice:

    secondo me la confusione regna piu’ sovrana di prima.
    Ora, chi ha fatto investimenti su macchinari per la cavitazione cosa fa? li rivende ai medici? si continua a lavorare come si è fatto sino ad ora, i permessi non c’erano prima e non ci saranno adesso? e le ditte che costruiscono questi macchinari sono state fuorilegge fino ad oggi?

  18. Roberto Papa Dice:

    Cara Brigida,
    nessuno si è intrufolato da nessuna parte. Noi siamo stati invitati dal Ministero delle Attività Produttive per assistere alla presentazione delle schede che, al contrario di come dice lei, non sono state ancora approvate!! Le schede saranno l’allegato di un decreto attuativo che dovrà essere esaminato dalla Commissione di Bruxelles.
    Quali sono le schede che sono state approvate, quindi, visto che noi non ne siamo a conoscenza?? E da chi sono state approvate visto che il decreto attuativo non è di competenza dei Ministeri?
    Le consiglio di erudirsi con un po’ di diritto pubblico e per questo può consultare il “manuale di Diritto Pubblico” – C. Lavagna, così può apprendere l’iter di un decreto attuativo nello Stato italiano.
    Inoltre, un mese fa, che cosa avete mandato ai vostri associati dato che l’incontro ufficiale per la presentazione delle schede è avvenuto solo il 13 luglio, cioè 3 giorni fa??
    Il funzionario del Ministro della Salute, proprio nella sede dove Cna e Confartigianato non erano presenti, ha affermato di aver MOMENTANEAMENTE escluso le apparecchiature per il fotoringiovanimento e la cavitazione a causa dell’inerzia di CNA, Confartigianato e Fapib alle quali, in questi anni, è stato chiesto di fornire un’adeguata documentazione scientifica che sdoganasse l’uso di cavitazione e fotoringiovanimento per le estetiste. Inutile dire che la documentazione scientifica richiesta non è mai pervenuta al Ministero della Salute.
    Del resto se aveste fatto le cose come andavano fatte, non avreste avuto un grande abbandono di presidenti regionali e provinciali che sono passati in Confestetica.
    Le persone che ci dicono “Bravi”, gli ingenui come li chiama lei, sono più di 4.000.. tanti sono i nostri iscritti.
    Cordiali saluti.
    Roberto Papa, Segretario Nazionale Confesetica

  19. maurizio busoni Dice:

    Desidero precisare che l’ultrasuono consentito dalla bozza del, si spera, futuro decreto interministeriale, è quello definito ad alta frequenza.
    Tale decisione si pone tra l’altro in linea con gli studi preliminari della Commissione TC61 che in ambito comunitario sta sviluppando una norma tecnica che riguarda anche gli ultrasuoni; ebbene in tale commissione si ammette l’uso di tale strumento in estetica esclusivamente con emissione nell’ordine dei mega hertz (MHz), ovvero in alta frequenza.
    Vorrei portare l’attenzione degli operatori del settore dell’estetica proprio su questo aspetto, ovvero che non è negato l’uso della “cavitazione” ma degli apparecchi ad ultrasuoni con segnale erogato sino ad 80 KHz; pertanto se dovrete acquistare uno di tali apparecchi verificate con attenzione non solo l’assenza della parola “cavitazione” ma principalmente la frequenza del segnale erogato. Ho avuto occasione di notare come si sia gaià fatta strada, per adesso in pochi casi, una operazione di make up pubblicitario, grazie alla quale la parola “cavitazione” è stata sostituita con altre, mentre le frequenze erogate sono rimaste uguali; in pratica si è cambiata l’apparenza ma non la sostanza.

  20. romani roberto Dice:

    lo spirito della legge 1/90 abilita l’estetista all’utilizzo di apparecchiature per uso estetico ,ma quali sono le macchine per uso estetico? quali sono le differenze tra una macchina per uso estetico (per la quale non e’ previsto nemmeno il controllo di sicurezza elettrica annuale) e una elettromedicale?
    una cosa e’ certa assolutamente non devono essere potenzialmente pericolose, ma e’ importante che per ogni macchina vengano stabiliti vari perametri da non superare (potenza,frequenza,irradianza ecc.)come e’ stato fatto con la direttiva comunitaria per i raggi uva.
    penso che nel settore ci sia molta confusione.
    facciamo un po’ di chiarezza.
    gli ultrasuoni sono onde sonore generate da un quarzo.
    in funzione della frequenza del quarzo utilizzata, possiamo ottenere una macchina di ultrasuoni a bassa frequenza(20- 100khz), a media frequenza (1mhz un milione di hertz)ad alta frequenza (3mhz tre milioni di hertz).
    piu’ e’ bassa la frequenza e maggiore e’ la propagazione della pressione all’interno del corpo.
    La cavitazione e’ un effetto che si ottiene con l’uso degli ultrasuoni,
    dire che all’estetista verra’ tolto l’utilizzo della cavitazione, ma sara’ abilitata all’uso degli ultrasuoni non ha senso, si seguita a stare nel caos. servono parametri tecnici precisi da rispettare.
    es. gli ultrasuoni che frequenza dovranno avere? qule sara’ la potenza del manipolo in w/cm2?
    ritengo sia giusto definire ogni apparato estetico entro determinati parametri da rispettare, al fine di poter utilizzare qualunque attrezzatura in assoluta serenita’.

  21. romani roberto Dice:

    per quanto riguarda il fotoringiovanimento il discorso e’ sempre lo stesso.
    non e’ sufficente tagliare delle frequenze in uscita dal manipolo. possiamo ottenere lo stesso effetto di fotoringiovanimento anche con un range piu’ ristretto (600nm- 1200nm) anziche’ 400nm-1200nm . bisognerebbe limitare la potenza in uscita.
    servono dei paletti da non superare, altrimenti anche per le future attrezzature ci sara’ una rincorsa a macchine sempre piu’ potenti e quindi non molto sicure per la salute pubblica, con il rischio che dopo un certo tempo vengano tolte come utilizzo al nostro settore.
    non esistono e non esisteranno mai macchine miracolose , non dobbiamo cercare un risultato immediato, va benissimo ottenerlo con un certo numero di sedute, lavorando sempre nella piu’ totale sicurezza.

  22. imprenditore estetico Dice:

    Non so quale siano i rapporti tra Confestetica e CNA, ma una cosa posso dire….nella mia provincia, VICENZA, la CNA ha istituito/promosso degli incontri,nelle sedi locali della stessa,tra le loro associate e non, con questo oggetto: CAVITAZIONE-Facciamo chiarezza! Caspita dico..andiamoci, la cosa è interessante! Ma leggendo bene l’invito..vedo una cosa che una associazione di categoria, che dovrebbe tutelare gli associati ed essere “superpartes” e neutrale,non avrebbe MAI dovuto fare: la seduta era organizzata da una azienda costruttrice di tali apparecchiature, DERMAL INSTITUTE.Il facciamo chiarezza altri non era che una dimostrazione vera e propria dei macchinari, con tanto di commerciali pronti a chiudere contratti….. Ahiahaiaiaiii Signora Longari…mi è caduta sull’uccello, diceva il buon Mike Bongiorno…in questo caso direi…Signora Stomaci..mi è caduta sull’ultrasuono…. Probabilmente la sig.ra Stomaci non ha mai partecipato a congressi medici, dove le conferenze vengono si tenute da esperti a vario titolo di aziende costruttrici fra loro concorrenti, di farmaci o tecnologie, ma non nominando MAI neanche lontamente l’azienda per la quale lavorano detti esperti…. Forse sarebbe stato molto più corretto..ma questo non sta a me giudicarlo. Dico una cosa…se fssi un costruttore di tecnologie e fossi socio di CNA sicuramente questa cosettina mi avrebbe dato leggermente fastidio….

  23. Paola Dice:

    Infatti, cara Sig.ra Stomaci, prima di denigrare gli altri se io fossi in lei comincerei a guardare cosa ha fatto CNA fino ad oggi:prima promuove x mesi la cavitazione(non saprei come definire l’organizzazione di ‘seminari’ a fianco di un’azienda produttrice’. E nessuno si domanda che interesse ci potesse essere dietro?) e poi ci tempesta anche su facebook e in internet ovunque di messaggi che ci allertano e invitano a NON COMPRARLA!
    Se è vero che tutti gli ultrasuoni fanno cavitazione (basta leggere qualche sito di fisica) allora dovrebbero vietarne l’uso in senso assoluto.
    Ho letto da qualche parte che con le frequenze in Mhz si arriva a rompere addirittura un tumore. E allora anche quelle potenze sono forti!
    Ma non sarebbe stato meglio analizzare, come dice il sig Romani, le apparecchiature come lavorano e inserire determinati parametri di sicurezza, invece di sparare a zero a casaccio?

  24. imprenditore estetico Dice:

    Paola hai delle informazioni errate!!!!! e soprattutto leggi riviste sbagliate…;-)) Più è BASSA (kilohertz) la frequenza (e non ALTA Mhz) più E’ PERCOLOSA!!!NON MEGAHERTZ MA KILOHERTZ!!! Il professor PIER ANTONIO BACCI organizzatore del Forum Risk Management di Arezzo ha dedicato degli studi proprio sull’alta frequenza (MENO PERICOLOSA). In ogni caso attenderemo le specifiche.-

  25. romani roberto Dice:

    LA SICUREZZA E’ UNA COSA SERIA
    ———————————
    La differenza tra alcune macchine utilizzate il estetica e altre nell’ambito elettromedicale e’ data esclusivamente dalla destinazione d’uso.
    le prime vengono certificate come ” uso estetico” , le altre come” presidi medici” .Ogni macchina e’ composta da un certo numero di componenti elettronici, ognuno dei quali nel tempo puo’ risultare difettoso, ritengo sia importante che anche nel settore estetico (cosi’ come avviene per gli elettromedicali) le macchine vengano sottoposte in modo obbligatorio al controllo annuale della sicurezza elettrica .

  26. Paola Dice:

    Non credo proprio! Ho contattato il webmaster di un sito e mi ha dato alcuni link che ti incollo. Non capisco molto l’inglese, ma il messaggio è chiaro.

    http://wedothatradio.wordpress.com/2008/03/31/31/
    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/2599910

    Sarebbe molto più intelligente ceh andassero a vedere che razza di macchine vendono a noi estetiste, cinesi e quantaltro!
    E sono d’accordo che si debba guardare la sicurezza. Ma con intelligenza.

  27. maurizio busoni Dice:

    Desidero per prima cosa confermare a Paola quanto dice “imprenditore estetico”, ovvero che maggiore è la frequenza dell’ultrasuono minore è la profondità di azione che può raggiungere il segnale. Proprio in tal senso ho collaborato al lavoro citato, del Professor Bacci, presentato al Forum Risk Management di Arezzo del 2008, quando è risultato evidente che un apparecchio che lavora sull’ordine dei KHz (chilohertz) ha una profondità di azione potenzialmente anche superiore ai 10 centimetri, mentre un apparecchio che lavora a 3 MHz (megahertz) ha una profondità di circa 2,5 centimetri, già più che sufficenti per lavorare nell’ambito dei pannicoli adiposi superficiali. Inoltre la frequenza corrisponde alla profondità di azione, mentre la potenza alla forza con la quale si raggiungono i tessuti. Sempre al Forum di Arezzo, ma nel 2009, ho personalmente presentato un lavoro a firma congiunta con il Professor Ceccarelli, con il quale si chiariva che non ha senso superare tale profondità di azione, in quanto il pannicolo adiposo contiene in gioventù al massimo il 18% di acqua, che tende a ridurrsi con gli anni, quantità non bastante a determinare il fenomeno di cavitazione. Pertanto non ha senso adottare un apparecchio che supera lo strato superficiale del pannicolo adiposo, dove la grande quantità di acqua presente nel derma permette un reale risultato. Infatti il medico per ottenere risultato anche verso il pannicolo più profondo lo infiltra con soluzione fisiologica, portando quindi l’acqua in natura mancante. Per finire vorrei rispondere a Roberto Romani informandolo che sto lavorando con un gruppo di ricercatori e docenti universitari proprio al fine di presentare all’Istituto Superiore di Sanità un progetto di studio che dia finalmente in maniera chiara i parametri d’uso degli apparecchi, in maniera da renderne definitivamente sicuro l’uso. Sarà mia cura tenerVi informati in merito.

  28. maurizio busoni Dice:

    Ringrazio Stefano Bertuol che mi cita augurandosi il mio coinvolgimento nella valutazione dei parametri applicativi degli apparecchi per uso estetico. Grazie della stima che spero di continuare a meritare.

  29. alessandro Dice:

    Credo che tutta questa confusione derivi soprattutto da tanta “inesperienza tecnica” e dal caos determinato dall’arrivo di apparecchiature estetiche da “oltre frontiera”…
    Purtroppo, ma ora finalmente, il nostro mercato ( sono un operatore del settore di una azienda costruttrice da oltre 30 anni….con apparecchi SOLO ITALIANI )comincia ad essere oggetto di regolamentazioni, ed era ora….!
    Chiederanno specifiche a tutti,ci metteranno ancora in difficoltà, ma è meglio che si specifichino tecnicamente prima di dare giudizi affrettati e togliere macchine dal mercato, macchine per le quali alcune estetiste hanno investito tanto tempo e tanti soldi….
    Giusto fermare e bloccare quelle non a norma, sbagliato fare di tutta l’erba un fascio…
    Ma anche questa…è Italia.
    Grazie

  30. seimud Dice:

    Ritengo che eliminare gli apparecchi per cavitazione sia connesso prevalentemente ad un’azione di lobby da parte dei medici estetici. Nelle schede apparecchiature che circolavano nel 2007 erano ammessi gli ultrasuoni con frequenza compresa tra 28.000 Hz e 3 MHz. La maggioranza degli apparecchi per cavitazione ha una frequenza compresa in questo range (34 KHz).
    Quasi tutti gli apparecchi hanno una componente di pericolosità, la professionalità dell’estetista, il rispetto dei protocolli previsti dai produttori ed il continuo aggiornamento professionale sono gli elementi indispensabili per garantire i clienti.

  31. annarita Dice:

    Ma allora con le frequenza in megaerz si fa o non si fa cavitazione? E se non si fa cavitazione che si fa? Solo drenagggio?

  32. romani roberto Dice:

    Alessandro purtroppo non penso che ci sia tanta “inesperienza tecnica”, il problema e’ uno solo.
    Come ho sempre detto, devono essere chiari i parametri tecnici di ogni singola macchina al fine di poterla utilizzare nella piu’ totale sicurezza.
    Questo impedisce di immettere sul mercato macchine troppo potenti e quindi pericolose. La ricerca del risultato immediato,l’assenza dei criteri tecnici da rispettare, la vendita facile ottenuta con una singola prova dimostrativa,hanno portato le aziende a questo caos.In assenza dei parametri tecnici una macchina puo’ essere rispettosa delle normative, ma nello stesso tempo risultare pericolosa per il nostro settore.

  33. romani roberto Dice:

    Annarita certo che potremo lavorare anche a frequenze piu’ alte sui pannicoli adiposi, sicuramente pero’ i risultati saranno piu’ lenti e graduali, aspettiamo le schede attuative.

  34. romani roberto Dice:

    Seimud il problema non e’ solo la frequenza ma anche la potenza.
    La lamina a ultrasuoni per il viso lavora a 25.000hz-28.000hz, sono anni che viene utilizzata senza effetti negativi.

  35. Luigi Picci Dice:

    Buongiorno, la mia società rappresenta una primaria azienda produttrice per il Friuli e la Slovenia.

    Dispiace assistere alla litigiosità tra le associazioni di estetiste in un momento difficile per tutti, che richiederebbe compattezza anzichè dispute, divisioni e strumentalizzazioni. Fortunatamente la stessa litigiosità pare non si riscontri invece in seno all’associazione dei produttori di apparecchiature.

    La domanda che ovviamente si pone il titolare di un istituto è “E adesso cosa farò della mia apparecchiatura?”. La mia società ha acquistato IPL e apparecchiature per la cavitazione da noleggiare, quindi capisco benissimo quali siano le preoccupazioni, che condivido.

    Intanto, come facevano notare altri interventi, non fasciamoci la testa. Attendiamo che il decreto attuativo sia (eventualmente) approvato. Si parla di Dicembre/Gennaio e nel frattempo nervi saldi e continuiamo a lavorare ed ammortizzare le nostre apparecchiature.

    Poi, ua volta che saranno decise le caratteristiche delle apparecchiature utilizzabile dall’estetista, valutiamo la possibilità che l’azienda produttrice possa modificare l’apparecchiatura vendutaci, portandola a norma, sostituendo il manuale e ricertificandola. Questa operazione non rappresenta costi nè tempi d’intervento eccessivi, se l’apparecchiatura è prodotta in Italia.

    Per quanto ci riguarda, ho già contattato il mio fornitore, che mi ha assicurato la fattibilità dell’operazione, oltre all’immediata produzione di apparecchiature secondo le nuove norme, non appena queste saranno approvate definitivamente. Le aziende serie sono come i veri amici: nel momento di difficoltà si rendono disponibili con risposte adeguate ed immediate.

  36. alessandro Dice:

    Concordo con lei sig. romani, ma l’inesperienza tecnica è riferita anche a quei “presunti venditori” di apparecchiature per l’estetica che oggi sono sul mercato.
    Rappresento una nota casa costruttrice di apparecchiature ITALIANE, una delle poche che veramente le costruisce…, e quando parlo con colleghi del settore che rivendono apparecchiature solo per fare businnes, rabbrividisco…per la preparazione precaria che hanno….
    La preparazione tecnica sull’ utilizzo e le caratteristiche tecniche delle macchine sono fondamentali, non si scherza sulla pella delle persone…
    Tranquillizzo le estetiste che hanno già comprato IPL o Cavitazione: chi conosce le proprie macchine e le costruisce, è in grado di farvi lavorare bene anche se un domani cambieranno determinati parametri.
    Nel frattempo vi faccio un appello importante: non fatevi ingolosire da chi vi propone offerte invitanti: le apparecchiature ITALIANE hanno un costo importante, esigono una formazione specifica per poterle utilizzare al meglio e delle certificazioni chiare secondo i parametri stabiliti, sono funzionali ed in qualsiasi momento sono e resteranno sistemabili…non affidatevi a chi sembra che vi voglia regalare tutto!
    buon lavoro

  37. Emanuela Celant Dice:

    Da estetista e piccolissima imprenditrice, condivido uno degli ultimi commenti,nervi saldi e continuiamo a lavorare per ammortizzare gli investimenti fatti.Poi vedremo.
    Ma vi invito ad una riflessione, per quanto personalissima; partendo dal presupposto che, haimè, in questo meraviglioso e maledetto paese, la salute collettiva non rappresenta certo la priorità e che, con molto rammarico,ma la storia lo insegna, possiamo anche essere chiamati gli abitanti del Paese delle Sanatorie ( o condoni!)penso che ci siano buone probabilità che, in un momento tanto critico e fragile per l’economia, “spezzare” le gambe proprio a uno dei pochi settori che traina il pil,sarebbe catastrofico.E autolesionista.Credo che per lo stato italiano quella bella fetta di imposte che arriva dal mondo-mercato dell’estetica sia al momento troppo preziosa.
    Magari il mio ragionamento può risultare brutale, ma in Italia prima della salute e della tutela collettiva vengono altre cose…danaro, lobby e potere.
    E chi crede che davvero certe scelte siano fatte ESCLUSIVAMENTE in nome del bene pubblico, dei clienti/utenti, bhè, beato lui…Non sono gli hertz e i nanometri a fare la differenza.Non qui, perlomeno.
    Mi ricollego ad un altro commento (cna di Vicenza);vi racconto un episodio e lascio ad ognuno libera interpretazione…
    CNA di Venezia, precisamente sede di Marghera, partecipo ad un corso della regione Veneto, per il conseguimento del titolo di estetista.Un percorso formativo importante…Lezione sulle nuove tecnologie in estetica: AZIENDA PRIVATA CHE PROMUOVE LE PROPRIE CAVITAZIONE E RADIOFREQUENZA.Ah, però c’era anche un medico, non per la docenza, ma per distribuire i propri biglietti da visita.
    E come continuo a ripetere…l’ipocrisia regna sovrana.

  38. Roberto Carlo Maria Mazzoni Dice:

    Premetto che sono titolare di una società che commercializza apparecchi e prodotti per l’estetica e per la fisioter4apia e riabilitazione. Ho letto attentamente quanto sopra riportato e non posso esimermi dal fare alcune considerazioni in merito. Trovo che porre il divieto all’uso della cavitazione all’estetista non faccia altro che rimarcare la grande confusione che si è fatta intorno al termine di cavitazione. La cavitazione è l’effetto prodotto da un ultrasuono; detto questo dovrebbe essere proibito anche l’uso del semplice ultrasuono, da sempre utilizzato nel settore estetico, poiché anche a 3 MHz e a 1 MHz si produce un effetto cavitazionale. Un parametro di cui però non si parla mai è la potenza espressa dai manipoli. Nella medicina riabilitativa gli ultrasuoni sono utilizzati a frequenze di 1 e 3 MHz e la POTENZA MEDIA PER cm2 dei manipoli non può essere superiore, secondo quanto dettato da una disposizione europea, a 3 Watt per centimetro quadrato. Con questi ultrasuoni si trattano molte patologie con eccellenti risultati. Aggiungo inoltre che la suddetta potenza a 3 MHz si dimezza nel corpo umano a circa 1,5 cm di profondità, mentre a 1 MHz si dimezza a circa 5 cm di profondità.
    Abbassando la frequenza al valore di KHz e supponendo di avere una macchina che rispetti il limite di potenza a 3 watt per centimetro quadrato, otteniamo la capacità del fascio di arrivare in profondità con maggiore potenza. Per quanto sopra detto credo di poter affermare che molti dei problemi derivati dalle macchine a bassa frequenza siano dipesi da potenze spesso oltre i limiti consentiti, con effetti nocivi sull’organismo. Sottolineo che le stesse macchine genererebbero gli stessi problemi anche nelle mani di un medico!! Oltre a regolamentare ciò che può fare o non può fare l’estetista, sarebbe opportuno porre maggior attenzione ai produttori di apparecchiature vincolando gli stessi a rigorosi procedimenti di verifica e certificazione da parte di enti preposti, come avviene ormai da anni per le apparecchiature per la fisioterapia; ciò impedirebbe l’introduzione nel mercato di strumenti pericolosi per la salute riqualificando il lavoro di tante professioniste che troppo spesso si trovano in balia di prodotti assolutamente fuori norma. Concludo dicendo che le aziende serie sono quelle che producono macchine nel rispetto delle normative e non quelle che ci debbono rimettere le mani per renderle tali.

  39. renato baccei Dice:

    ho letto attentamente tutti i commenti presenti fino a questo momento: mi pare che quello che contiene una buona dose di buonsenso e di saggezza pratica sia quello di Luigi Picci. E lo ringrazio per questo.
    Sono un Professionista e collaboro anch’io con una Società Costruttrice, da oltre 30 anni, di apparecchiature elettromedicali e per operatori dell’Estetica in generale.
    Tutto quello che è stato scritto fin quì è da tempo oggetto di dibattito e, per certi casi, da fin troppo tempo.
    Adesso pare che si sia giunti ad un terminale delle vecchie diatribe: dico “pare” perché l’esperienza mi ha insegnato che da noi non c’è niente di più definitivo del provvisorio.
    Ma volendo essere fiduciosi, aspettiamo che queste benedette “schede” vengano 1°) pubblicate, poi 2°) siano oggetto di decreto attuativo, infine 3°) che siano oggetto di “riconsiderazione” da parte dei tecnici del Ministero della Salute….e così via!
    Nel frattempo, meglio lavorare…
    Poi, quando avremo qualcosa di “esecutivo”, ritengo che saranno le nostre aziende -intendo le aziende produttrici- ad adeguare rapidemente i parametri delle nuove apparecchiature, se vogliono restare sul mercato…così come saranno in grado di adeguare con semplici modifiche tecniche anche i parametri delle apparecchiature già in uso presso la loro clientela.
    Naturalmente, dò per scontato che si tratti di aziende costruttrici serie, che quindi le macchine siano certificate e che l’Operatore-Estetista sia stato correttamente formato e assistito durante la fase di esperienza dei protoccoli d’uso…
    Se le cose stanno così, buon lavoro a tutti!

  40. Antonio Dice:

    Ritengo giusta una regolamentazione delle apparecchiature di uso estetico che tuteli la salute di chi si sottopone e dell’operatore. Ma sono addolorato dalla assoluta mancanza di morale ed etica molti operatori del settore (venditori, produttori, consulenti ecc…) che non vedono null’altro che perseguire il denaro anche a costo della vita di altre persone. Infatti, si è sempre saputo che molte apparecchiature non fossero a norma e che molte di queste mettono a rischio la salute di chi si sottopone. E’ anche risaputo che quasi tutte le apparecchiature vendute nell’estetica non hanno alcuna certificazione sull’efficacia. Per questo, le aziende di apparecchiature che si ritengono serie e leader dovrebbero spingere per normative che tutelino la salute e che garantiscono l’efficacia.

  41. Antonio Dice:

    Un’altro importante aspetto è l’informazione di quanto sta avvenendo.
    Le riviste specializzate, comunicaranno ai lettori tramite degli importanti articoli, che molte apparecchiature che sono in commercio possono essere a breve “fuorilegge”?
    Oppure gli introiti pubblicitari saranno più importanti dei lettori e della salute degli utilizzatori?

  42. Luigi Picci Dice:

    Signor Antonio, lei poco sopra ha lanciato delle accuse gravissime e scritto alcune inesattezze.

    Cito:
    1 Ma sono addolorato dalla assoluta mancanza di morale ed etica molti operatori del settore (venditori, produttori, consulenti ecc…) che non vedono null’altro che perseguire il denaro anche a costo della vita di altre persone.

    2 Infatti, si è sempre saputo che molte apparecchiature non fossero a norma e che molte di queste mettono a rischio la salute di chi si sottopone. E’ anche risaputo che quasi tutte le apparecchiature vendute nell’estetica non hanno alcuna certificazione sull’efficacia. Per questo, le aziende di apparecchiature che si ritengono serie e leader dovrebbero spingere per normative che tutelino la salute e che garantiscono l’efficacia.

    —————————————————————————-

    Mi permetto di confutare le sue affermazioni.

    1. Le generalizzazioni sono sempore ingiuste. Io opero da oltre 30 anni e le assicuro che nel nostro settore, come in molti altri, esistono operatori seri e preparati, altri più improvvisati ed alcuni ciarlatani, ben noti a chi ha un minimo di esperienza. Neppure il settore dei medicinali (o degli alimentari) è esente da ciarlatani e personaggi senza scrupoli, ma non per questo possiamo asserire con la sua leggerezza che l’industria farmaceutica o alimentare mette a rischio la salute dei cittadini o sia in gran parte inefficace. Molte aziende operano in collaborazione con illustri studiosi e dispongono di studi seri e test clinici sull’efficacia.

    2. Quando lei scrive “Si è sempre saputo che molte apparecchiature non fossero a norma” cosa intende dire? Che qualche operatore ha utilizzato apparecchiature/sistemi proibiti agli estetisti? O che qualche azienda contraffaceva il marchio CE? Può portare degli esempi specifici senza porre un intero settore nel cono d’ombra?

    Se restiamo nel caso specifico, ovvero la cavitazione e la luce pulsata, ad un professionista non sarà sfuggire una palese incongruenza. Se la cavitazione a bassa frequenza fosse pericolosa per la salute, lo sarebbe a prescindre dalla laurea in medicina o dal diploma di estetista. Se fosse pericolosa in assoluto dovrebbe essere vietata anche al medico. Ma in questo caso dovrebbero essere vietate anche le operazioni di chirurgia estetica, quando non necessarie, perchè, come tutti sappiamo, oltre a qualche medico che opera in condizioni di non sufficiente sicurezza, esiste sempre una percentuale di rischio che non sempre il medico è in grado di affrontare.

    Per il fotoringiovanimento con IPL a 550-1.200 nm è sufficiente un’energia/joule estremamente inferiore a quella necessaria per effettuare la fotoepilazione. Il rischio di scottature è assolutamente inferiore rispetto alla fotoepilazione, che però è consentita, mentre sul fotoringiovanimento si sollevano dubbi. E allora, davvero siamo certi che a muovere tutto sia proprio la salvaguardia della salute?

    Infine (e mi scuso se sono stato tedioso) tutte le persone di buonsenso sanno perfettamente che un coltello può essere utilizzato per ferire una persona ma anche per semplicemente sbucciare una mela. La differenza sta tutta nell’utilizzo che se ne fa e soprattutto nella conoscenza che si ha delle varie e corrette metodiche d’uso, indicazioni e controindicazioni. Le garantisco Signor Antonio, che nella mia carriera (opero anche come formatore) ho conosciuto medici che avevano solamente una vaga idea di come si utilizzasse una cavitazione o una luce pulsata. Non è la laurea o il diploma a fare un buon operatore, ma la conoscenza, l’esperienza e la formazione.

    Perciò le aziende serie dovrebbero fornire soprattutto FORMAZIONE, a medici e ad estetiste e non solo piani di ammortamento e pagamenti dilazionati, o vacanze ai tropici.

    Cordiali saluti.

  43. Franco Dice:

    Gent.ma Dott.ssa Angelica Pippo

    Le scrivo per esprimerle tutta la mia preoccupazione in merito agli ultimi eventi di cui sopra.

    Al tal riguardo sarebbe importante per lo scrivente e per tutte le persone che “sopravvivono” con il mondo dell’estetica conoscere la posizione che la sua Associazione intende prendere verso tare provvedimento e cosa davvero potrebbe accadere se passasse tale emendamento.
    Molti si stanno chiedendo, compreso il sottoscritto, come faranno a pagare i mutui e i finanziamenti accesi per l’acquisto di queste tecnologie costosissime dal momento in cui diverranno fuori legge???

    Cordiali Saluti

    Franco.

  44. Antonella Dice:

    MA NESSUNO SI È CHIESTO CHE APPARECCHIATURA CI SI RITROVA PER LE MANI, SE QUESTA VIENE “RIPARAMETRATA” SECONDO I DETTAMI TECNICI INDICATI DAL MINISTERO?

    Se io ho un ultrasuono cavitazionale (che per essere tale lavora a frequenze attorno ai 30Kh) e me lo riparametrano, per ipotesi, ad 1Mhz (1Mhz=1000Khz), ipotesi neanche tanto buttata li, dato che pare che il Mhz sia la “linea di confine” tra ultrasuoni consentiti e no, che apparecchiatura mi ritrovo? Non certo un’ultrasuono cavitazionale, bensì una semplice apparecchiatura ad ultrasuoni (consentita), che ha un valore ben diverso sul mercato e principi di lavoro differenti. Cioè non cavita!

    Riparametrare le macchine esistenti non mi sembra quindi una soluzione efficace per l’imprenditore/estetista/operatore, che ha speso per ciò che non ha più, ma al limite solo per la categoria dei produttori.

    Queste pseudo soluzioni, TECNICAMENTE, a cosa dovrebbero servire? (domanda rivolta a chi le ha proposte).
    Se solo a permettere di poter continuare a tenere l’apparecchio nel centro… grazie tante, mi risparmio la fatica e la spesa per l’adeguamento ai parametri di legge!

    Se invece siete in grado di DIMOSTRARE che si può effettuare la cavitazione anche con i parametri “addomesticati” che verranno consentiti, OPPURE OTTENERE LO STESSO TIPO DI RISULTATI… beh, siamo tutti qui in attesa.

    Altrimenti meglio essere coerenti e dire che se la cavitazione è esclusa del settore estetico, è esclusa e basta e con gli ultrasuoni cavitazionali che abbiamo acquistato non ci possiamo fare nulla che valga ciò che li abbiamo pagati!

    Senza contare che ho saputo, per vie “indiscrete”, che l’azienda che me li ha venduti qualche mese fa sapeva benissimo che nell’aria c’era questa situazione. Come del resto si ammette candidamente in molti interventi precedenti. Comportamento molto etico nei confronti delle estetiste! E ora ci progongo di “riparametrare”…

  45. gaffo federica Dice:

    L’estetista ha un ruolo molto importante nella societa, ma molto spesso è una professione eseguita per i soldi e di conseguenza viene svolto con molta superficialità . Le aziende che entrano nei nostri istituti proponendoci sogni e soldi a palate.Queste devono essere fermate e soprattutto punite dalla legge . speriamo ci sia con il tempo la possibolità di mettere veramente dei paletti alle estetiste e prima di acquistare aspettare e informarsi da piu persone e confrontarsi. ringrazio perchè si possa lavorare piu in sicurezza verso le persone che tutti i giorni ci danno fiducia che noi da vere professioniste dobbiamo proteggere . grazie Federica di este (Padova)

  46. Antonio Dice:

    Caro signor Luigi Picci,
    mi complimento per la sua “oratoria” ma questa non cambia di una virgola la situazione del settore estetico.
    Lei afferma che “Le generalizzazioni sono sempore ingiuste.” ma allo stesso modo afferma “Molte aziende operano in collaborazione con illustri studiosi e dispongono di studi seri e test clinici sull’efficacia.”. Allora elenchi quali sono queste aziende e questi illustri studiosi!
    Non penso sia possibile migliorare il settore dell’estetica professionale facendo “dei nomi”, rischieremmo di nominare buona parte degli operatori. Nella situazione in cui siamo, ritengo più corretto cambiare tutti insieme mentalità e percorrere una strada più etica e morale per il bene di tutti.

    Caro signor Luigi dice ancora: ” Le garantisco Signor Antonio, che nella mia carriera (opero anche come formatore) ho conosciuto medici che avevano solamente una vaga idea di come si utilizzasse una cavitazione o una luce pulsata.” se questi medici si sono dedicati all’estetica, probabilmente hanno poco da offrire ad altre specializzazioni. Ma anche questa sua affermazione è molto generica.

    Condivido che le aziende dovrebbero fornire una maggiore formazione, ma prima è necessario pensare al nostro settore in modo diverso del passato. Le nuove estetiste, quelle giovani non hanno ancora ed ovviamente l’esperienza di quelle che hanno dato origine al settore, ma come il cliente che entra negli istituti di bellezza, le nuove estetiste sono molto più istruite.
    Quindi non possiamo raccontargli che un coltello “può essere utilizzato per ferire una persona ma anche per semplicemente sbucciare una mela”, non possiamo lavarci la coscenza così, dobbiamo fornire informazioni precise e documentate.
    Non possiamo pensare di fare cultura con un convegno sulla terapia del sorriso o sull’energia delle pietre. Cose empiriche parallelamente a molte apparecchiature che partono da affermazioni tipo che una pedana vibrante muove i tessuti, quindi faccia dimagrire. Allora anche se vado su una giostra posso dimagrire? Con quello che costa allora posso andare a dimagrire a Gardland?

    Invito lei e tutti, a lasciare 30 anni di esperienza come importante archivio storico, ma di iniziare a pensare in modo contemporaneo e avveneristico.

    Rispettosamente e cordialmente
    Antonio

  47. Flavia Dice:

    Mi fa ridere che interviene ROBERTO ROMANI , tristemente famoso per le sue apparecchiature fuori norma costruite in un laboratorio che si trova in uno scantinato .Anzi spero per lui che se le faccia fare da chi e’ pratico , perche se le fanno loro ( totalmente incapaci) allora sono veramente problemi .

  48. maurizio busoni Dice:

    Dopo diverso tempo sono tornato sul sito confestetica. Per prima cosa i miei complimenti per il messaggio di apertura che invita a scegliere soltanto estetisti professionisti; per banale che sia almeno si inizia a vedere un segnale concreto.
    In merito poi alla questione apparecchiature e decreto interministeriale, mi auguro di vedere velocemente una evoluzione positiva, anche se l’eventuale entrata in vigore di tale decreto porterebbe soltanto ad un primo passo verso la regolamentazione del settore.
    Rimane da definire inoltre cosa si dovrà fare con gli apparecchi acquistati in buona fede dagli estetisti, eventualmente non contemplati nell’elenco previsto dal decreto interministeriale.
    Per evitare di trovarsi con un vuoto normativo che lasci ai funzionari ASL di zona la gestione di tale aspetto, ritengo sia utile cercare di chiarire preventivamente tale situazione.
    Se avete delle informazioni concrete ne sarei interessato, grazie.

  49. Luigi Picci Dice:

    Rispondo al Signor Antonio.

    Se desidera un esempio di uso discutibile della cavitazione le linjko un filmato.

    Cultura da parte delle aziende.
    Credo che le aziende debbano fornire strumenti e informazione. Un’azienda può fornire cultura attraveso convegni, ma si deve mettere in preventivo il rischio che la cultura erogata sia funzionale al prodotto venduto dall’azienda stessa. Perciò la preparazione delle estetiste, una sana curiosità e lo spirito critico rappresentano le risorse per costruire un settore migliore.

    L’esempio del bisturi non serviva certo a “lavarsi la coscienza”. Se lei conosce le dinamiche del settore comprende benissimo che molte apparecchiature per uso estetico trovano anche un utilizzo medico e viceversa. Cosa le distingue? L’uso che se ne fa. Le mani dell’operatore possono essere uno strumento terapeutico o estetico, un massaggio può avere finalità terapeutiche o estetiche.
    Perciò definire un limite è sempre difficile, soprattutto quando il legislatore non sembra conoscere a fondo la materia.

    Tornando all’argomento in discussione, in Italia vige il principio di legalità, ovvero è lecito tutto quanto non sia espressamente vietato dalla legge. Nel nostro caso abbiamo invece un elenco di apparecchiature consentite. Forse il legislatore dovrebbe chiarire se tutto ciò che non è presente in elenco non è consentito. Nel caso di apparecchiature di nuova concezione probabilmente sarebbe più intelligente pensare che queste debbano approvate ed aggiunte in elenco prima di poter essere immesse nel mercato. Certo, con i tempi della burocrazia italiana nel frattempo rischiamo che le novità degli altri Paesi da noi invecchino.

    Allo stato attuale mi risulta che sia certamente inibito all’estetista l’utilizzo della parola “cavitazione” e “fotoringiovanimento”. Ci attendiamo limitazioni all’utilizzo di determinate frequenze per le apprecchiature che generano ultrasuono a bassa frequenza e per le tecnologie di luce pulsata. Cosa potrà fare chi ha acquistato un’apparecchiatura che non dovesse più corrispondere ai parametri? Rivolgersi al produttore e chiedere di modificare le apparecchiature e riclassificarle. In molti casi si tratta di un’operazione piuttosto semplice e di costo limitato.
    L’efficacia? Molto dipende da quale sarà il limite entro il quale l’estetista potrà operare, si stanno facendo ricerche, anche implementando l’ultrasuono ad altre tecnologie, ma al momento ritengo sia inutile descrivere l’efficacia dell’ultrasuono es. a 800 kHz e poi scoprire che il limite sarà innalzato a 980 kHz.

    E’ proprio questa assenza di informazioni, l’attesa di una norma precisa, a destabilizzare il mercato. Perciò è interesse di tutti che le nuove indicazioni siano ufficializzate quanto prima.

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