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Estetica professionale: orientarsi nella giungla – Intervista all’esperto in cosmetica Paolo Tramontano

Prof. Paolo Tramontano

Prof. Paolo Tramontano

In base a che cosa si valuta un co-smetico?
In relazione ai mercati di riferimento esiste una filosofia di formulazione. Esempio: il cosmetico commercializzato nelle alte profumerie, oltre ad avere un packaging estremamente curato ed essere fortemente pubblicizzato, deve “osare poco” e cioè essere gradevole al tatto ed all’olfatto e mantenere gli standard qualitativi.

Cosa intende per “osare poco”?
Vede, un prodotto più è funzionale, più è ricco di principi attivi e più può creare delle reazioni cutanee. Si evidenzia così il vecchio concetto del cosmetico: “in primis non nuocere” ovvero qualcosa che anche se “non fa quasi niente”, l’importante è che non faccia male e crei problemi. Ed è questa la preoccupazione di chi si rivolge ad un vastissimo numero di consumatori che scelgono il loro prodotto soltanto attraverso la spinta del messaggio pubblicitario.

Quali sono e/o devono essere le ca-ratteristiche dei prodotti utilizzati dall’estetista e/o dal medico estetico?
Il cosmetico è un bene strumentale utilizzato prevalentemente in cabina le sue caratteristiche devono essere: competenza + tecnica + Prodotto = risultato. Ma attenzione, il prodotto non è una “bacchetta magica”, da solo non risolve niente. Esistono aziende del settore che hanno utilizzato delle politiche pubblicitarie tipiche della grande distribuzione, creando confusione nel mercato.strillo tramontano

Ci vuole precisare questo concetto?
Certo. Se io dico, attraverso il messaggio pubblicitario, alla signora Rossi che se va in un centro estetico dove trova il marchio “Bianchi”, troverà un servizio di alto livello, il mio messaggio, oltre a dequalificare l’operatore, “mistifica” la realtà perché la qualità del servizio non può essere espressa dal prodotto che è e resta uno strumento di lavoro le cui caratteristiche fondamentali sono il buon rapporto qualità/prezzo. La qualità del servizio, invece, viene espressa dal professionista con la sua cultura, esperienza e specializzazione; pertanto il discorso della formazione professionale, per tutta la categoria, meriterebbe un approfondimento serio e dovrebbe costituire l’elemento di distinzione tra gli operatori.

Possiamo approfondire il concetto qualità/prezzo?
L’operatore estetico dovrebbe scegliere i suoi strumenti di lavoro prestando attenzione ai seguenti punti:
a) scegliere prodotti reclamizzati, poiché è evidente che “si vendono da soli”, anche sei relativi costi di pubblicità possono gravare sul prezzo finale. Il problema è che molto spesso, le aziende del setto-re estetico professionale, dicono di fare pubblicità e per questo di avere un costo maggiore, ma in realtà il loro marchio non è conosciuto da nessuno, soprattutto dal cliente finale;
b) acquistare, per quanto sia possibile, direttamente dal produttore.

Scritto da Confestetica il 14 agosto 2010 alle 11:24

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