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La vostra insegna dà più informazioni di quanto immaginiate. Il vostro marchio parla di voi

vetrine anonime

Esempio di una Vetrina Anonima

Lo sbaffo di Nike. La bandierina ondulata di Windows. Il cerchio metallico di Mercedes. Il coniglietto di Playboy. O, più semplicemente,il pettirosso di Auchan. Cos’hanno in comune? Sono marchi identificativi di un prodotto, talmente assimilati da essere ormai riconoscibili al primo sguardo anche se non corredati dal testuale.

Il marchio aziendale, o “brand”, di una società o di un prodotto, regala un’identità ben precisa. Non si può non pensare, quindi, alla sua importanza per riuscire a distinguersi in mezzo ad altre attività. Anche nel campo dell’estetica, il modo in cui si presenta la propria azienda è un valore importantissimo.

Un centro estetico con un’insegna curata e accattivante manda un messaggio preciso sia al semplice passante che al cliente affezionato: ho una personalità, mi pongo in maniera creativa per piacermi e per piacere. Un bel marchio, il giusto accostamento di colori e immagini, inoltre, possono solleticare la curiosità di conoscere meglio l’azienda che sta dietro a tutto ciò.

Spesso, quando un’estetista apre il suo Centro, l’ultima cosa a cui pensa è il proprio marchio, la propria identità. Troppo spesso, il centro estetico diventa la “vetrina” dei prodotti utilizzati, con il rischio di venir associati ad una crema piuttosto che al nome stesso del centro estetico. Un esempio pratico: se il centro estetico “Rosa Blu” non possiede un’insegna personalizzata ma espone poster e adesivi di prodotti o attrezzature di bellezza, come verrà identificato, dalla clientela, nel momento stesso in cui cambierà fornitori?

Le aziende produttrici di creme e attrezzature hanno interesse che il centro estetico resti “anonimo” in modo da poter continuare a pubblicizzare il proprio marchio, ben evidente, relegando il nome del Centro cliente in un angolino e scritto in piccolo. L’offerta, da parte loro, può sembrare vantaggiosa: ti offriamo poster, depliant, vetrofanie e materiale per promuovere il tuo centro, ma in realtà è il marchio del fornitore ad avere sempre maggior visibilità.

Il consiglio che sentiamo di darvi è: siate voi il vostro marchio. Promuovete prima la vostra immagine e poi i prodotti che utilizzate. E’ la vostra professionalità che conta, i clienti sono vostri, non delle aziende fornitrici. Domandatevi, semplicemente: “cosa devono pensare i clienti di me?“. Un altro piccolo esempio: non sono una assidua frequentatrice di centri estetici ma poche settimane fa, vicino a casa mia, un’estetista ha aperto il proprio studio. Ho avuto la possibilità di seguire giorno per giorno l’avanzamento dei lavori di ristrutturazione, domandandomi cosa ne sarebbe venuto fuori e il risultato è una casettina bassa con la facciata rosa – non stucchevole – al cui centro campeggia l’insegna: “Il sogno” in bianco, con lettere a rilievo. Sotto, discreto come una firma, “estetica Pamela”. Beh… ho proprio sentito il desiderio di entrare. L’eleganza e la delicatezza dei colori mi hanno fatto pensare ad un posto tranquillo ma professionale, dove poter passare qualche ora in relax, in mezzo a gente disponibile e cortese e… indovinate? E’ esattamente quello che ho trovato.

Scritto da Confestetica il 8 ottobre 2010 alle 21:44

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Un Commento a “La vostra insegna dà più informazioni di quanto immaginiate. Il vostro marchio parla di voi”

  1. analyticspa.com Dice:

    ti faccio i miei complimenti! sono in linea su tutto quello che hai redatto, e se posso vorrei dare un contributo anch’io, quello che troverete qui sotto sono regole fondamentali per la costruzione di un logo/immagine proprio.
    Le 45 regole per la creazione di un logo
    1. Non utilizzare più di tre colori.
    2. Elimina tutto ciò che non è assolutamente necessario.
    3. I caratteri devono essere di facile lettura, anche per tua nonna.
    4. Il logo deve essere riconoscibile immediatamente.
    5. Il design deve essere unico.
    6. Ignora completamente ciò che i tuoi genitori o moglie pensano sul design.
    7. Il logo deve “convincere” più di tre persone.
    8. Non utilizzare elementi di loghi famosi e poi dire che si tratta di un lavoro originale.
    9. Non usare una clip-art in alcun caso.
    10. Il logo deve essere riconoscibile in bianco e nero.
    11. Il logo deve essere riconoscibile quando è invertito.
    12. Il logo deve essere riconoscibile quando è scalato.
    13. Se il logo contiene un simbolo o icona, gli elementi (testo e segno) devono essere disposti in modo che si completino a vicenda.
    14. Evitare mode nella progettazione logo. Un buon design non teme il passare del tempo.
    15. Non abusare di effetti speciali quali gradienti, ombre, riflessi, raggi di luce, motivi floreali, e così via.
    16. Il logo deve essere inscrivibile all’interno di una forma definita (quadrato, cerchio). Evitare che l’ipotetico “contenitore” sia una forma indefinita.
    17. Evitare dettagli intricati e complessi.
    18. Progettare il logo considerando le diverse applicazioni, le diverse forme e i diversi luoghi in cui verrà utilizzato.
    19. Il logo deve suscitare sensazioni di forza e fiducia, non di noia e debolezza.
    20. Rassegnarsi al fatto che non si potrà creare il logo perfetto.
    21. Il logo avrà segni forti per concetti forti e segni morbidi per concetti morbidi.
    22. Il logo deve essere coerente con ciò che rappresenta.
    23. Una fotografia non potrà essere un logo.
    24. Il logo deve stupire i clienti
    25. Non utilizzare più di due font.
    26. Ogni elemento del logo deve essere allineato a sinistra, centro, destra, in alto o in basso.
    27. Il logo deve apparire completo, evitare ogni elemento che lo faccia sembrare incompiuto.
    28. È necessario conoscere il fruitore del logo prima di iniziare il brainstorming.
    29. Il logo deve essere funzionale non innovativo.
    30. Se il naming della marca è memorabile, questo deve essere il logo.
    31. Il logo deve essere riconosciuto anche quando è speculare.
    32. Anche le grandi aziende hanno bisogno di loghi piccoli.
    33. Il logo deve piacere ai clienti del committente, non solo al committente.
    34. Il logo deve avere le sua declinazione. Più sono gli utilizzi previsti più sarà efficace nel suo utilizzo.
    35. Il logo deve rimanere coerente su diverse piattaforme.
    36. Il logo deve essere facile da descrivere.
    37. Non usare frasi all’interno del logo promozionale.
    38. Disegna il logo con matita e carta prima di lavorare sul computer.
    39. Il logo deve essere semplice.
    40. Il logo non deve (più) contenere gli Swoosh o il mondo (globo, cartina, planisfero).
    41. Il logo non deve distrarre.
    42. Il logo deve avere una rappresentazione onesta
    43. Il logo dovrebbe avere un equilibrio visivo.
    44. Evitare i super-colori vivaci, colori al neon o colori senza vigore.
    45. Il logo non deve rompere tutte le regole di cui sopra a meno che non si sappia cosa si sta facendo.
    un esempio analyticspa.com

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