confestetica

Benvenuti nel portale dell'estetista a cura dell' Associazione Nazionale Estetisti
In questo momento ci sono 71 utenti collegati.

  • twitter
  • facebook
  • youtube

Milano approva le nuove regole per disciplinare l’attività dei centri estetici

de corato confesteticaIl procedimento, voluto dal vice Sindaco e assessore alla sicurezza Riccardo De Corato, si propone di regolamentare l’attività di acconciatori ed estetisti professionalmente qualificati e, nel contempo, salvaguardare la sicurezza dei clienti.

Quali sono, quindi, gli obblighi per i centri estetici? Oltre alla qualifica professionale dovranno  individuare figure professionali e relativi profili e orientamenti all’interno delle strutture, esporre orari e tariffe delle prestazioni in modo chiaro e visibile al pubblico, soddisfare i requisiti igienico sanitari necessari; il responsabile tecnico, inoltre, dovrà garantire la propria presenza durante lo svolgimento di tutte le attività.

I centri già in attività hanno a disposizione un anno per gli adeguamenti; quelli di nuova apertura dovranno obbligatoriamente presentare, allo sportello unico delle Attività produttive del Comune di Milano, la Segnalazione Certificata di inizio attività (già DIAP). Entro 60 giorni dal ricevimento della segnalazione di inizio attività verranno effettuati i controlli, come previsto dall’art 19 comma 1 della legge 241/1990.

Per tutti i professionisti del settore – acconciatori, estetisti, attività di massaggi e centri benessere, centri di trucco cosmetico, di onicotecnica, di dermopigmentazione, tatuatori e applicatori di piercing – requisito fondamentale sarà la qualificazione professionale del personale attraverso la formazione degli operatori e l’iscrizione obbligatoria al registro regionale della Camera di Commercio Industria e Artigianato.sigilli estetica

Sono previste sanzioni pecuniarie per chi trasgredisce e sanzioni accessorie amministrative (sospensione dell’attività e chiusura temporanea degli esercizi) per chi non osserverà le regole. Gli importi delle multe per gli esercizi di estetista, centri benessere e affini sono variabili, si va dai 1.032 euro per la mancata presentazione della Segnalazione di inizio attività prevista per legge ai 2.582 euro per chi esercita senza i requisiti professionali, dai 309 euro per chi non espone orari di apertura e tariffe ai 500 euro per il mancato rispetto dei requisiti igienico-sanitari dei locali.

Sempre nel milanese, sanzioni in arrivo anche nel settore dei tatuaggi: i minorenni che verranno scoperti a farsi tatuare o infilare piercing senza il benestare dei genitori, rischiano una multa di 500 euro.

Nel nuovo regolamento approvato venerdì 8 ottobre dalla giunta comunale, sono inserite per il momento solo le sanzioni nei confronti dei tatuatori, ma si sta studiando la modalità per estenderle anche ai giovanissimi. Oltre alla multa da 500 euro, il tatuatore trovato ad intervenire su un minorenne rischia una condanna per lesioni volontarie, come stabilito dalla Cassazione.

Scritto da Confestetica il 11 ottobre 2010 alle 20:03

Vuoi rimanere aggiornato con le novità di Punto Estetico? Sottoscrivi il nostro feed RSS!

6 Commenti a “Milano approva le nuove regole per disciplinare l’attività dei centri estetici”

  1. dino Dice:

    solo proclami,per aprire un centro servono questi requisiti da sempre,quindi non è cambiato niente sotto questo sole,chi era abusivo continuerà a fare l’abusivo,chi invece voleva aprire un centro non lo farà.
    che dire,è una mia opinione personale,ma credo che non sia questo il metodo per fermare l’abusivismo.
    molte scuole dove si ottengono i requisiti necessari,non hanno insegnanti all’altezza,sono persone senza preparazione,ex estetiste senza diploma,che pretendono di insegnare a persone più preparate di loro,l’unica cosa che chiedono sono i soldi del corso.
    mi piacerebbe avere una risposta da confestetica grazie

  2. Alberto Dice:

    Reputo, a mio parere, giusta la regolamentazione a favore dei clienti e dei centri che intendono il massaggio in maniera non distorta.
    Trovo scorretto che le attività già aperte debbano adeguarsi entro un anno quando il diploma richiede 3 anni…. Nel frattempo la soluzione è essere dipendenti da un dipendente ? A mio avviso è contraddittorio…anche a me piacerebbe avere una risposta

  3. francesco Dice:

    Si parla tanto di fare le cose in regola, ma le regole esistevano già, quello che non si capiva e non si capisce, come è possibile che continuano ad aprire centri di massaggi cinesi,thailandesi e asiatici in genere, possibile che abbiamo tutti le qualifiche previste, che tutti i locali siano a norma igienico sanitaria, che abbiano tutti gli spazi aria/luce previsti, che il PREPOSTO nella licenza (DIA) sia sempre presente e svolga attività lavorativa tutti i giorni? che abbiano un DVR (documento valutazione rischi) un piano di evaquazione, un sistema o mezzi antincendi, che addirittura aderiscano al SISTRI visto che tutti quei centri fanno anche estetica,che siano autorizzati ad essere aperti dalle 8 alle 23 e anche oltre, che siano iscritti tutti all’inps e inail,inoltre e non ultimo che possaano esporre dei prezzi a dir poco SCANDALOSI del tipo MASSAGGIO RILASSANTE 70 minuti Euro 20, ma esiste in italia una professionista del massaggio o estetista che lavora per Euro 20 ogni 70 minuti? e in quei 20 euro sono compresi: COMPENSI ALLA MASSAGGIATRICE per sopravvivvre, CONTRIBUTI INPS,INAIL,TFR,IVA,COSTI DI MATERIALE,COSTI DI ENERGIA ELETTRICA E RISCALDAMENTO,SICUREZZA DEL LAVORATORE E AMBIENTE DI LAVORO E BALZELLI VARI e la cosa che più mi fa impazzire e che in quei 20 euro c’è anche l’utile per chi gestisce quei centri……………..incredibile,invidiabile è credo che dovremo cominciare non più ad andare a scuola per un diploma di estetica o fare continui corsi di aggiornamento professionale, ma faremo bene ad andare a chiedere a chi gestisce quei centri come si fà a fare i soldi con 20 euro ogni 70 minuti, chissà che non ci sia sfuggito qualche particolare, direi che se sfugge a noi il particolare di come si fa a fare i soldi con 20 euro ogni 70 minuti, spero che non sfugga a chi dovrebbe abbattere e stroncare la CONCORRENZA SLEALE o quanto meno il LAVORO NERO. Scusate lo scritto, ma non se ne può più di vedere solo NOI del settore queste anomalie, e se quei centri risultano a posto sotto tutti i punti di vista della legalità e della correttezza e di una concorrenza leale, bene, allora è una conferma che dovremo rivolgerci a loro per sapere come si fa a fare i soldi in italia. Grazie e commentate pure e se qualcuno crede che io sia razzista, si sbaglia è una parola che non conosco nel mio vocabolario. Buon lavoro a tutti gli onesti.

  4. Luciano Dice:

    …sono il titolare di uno studio di tatuaggi.Tatuo da 23 anni.Non ho ben capito una cosa in questa specie di bella pensata:
    la formazione professionale di cui sopra per tatuatori e piercer è da intendersi come la frequentazione di corsi regionali di cui la regione Lombardia è attualmente sprovvista, quindi per chi è nel settore basta l’autocertificazione che attesta la disponibilità alla loro frequentazione nel momento in cui vengano istituiti o, ai tatuatori viene richiesta una formazione da estetista.In ques’ultimo caso si faccia presente al sig.De Corato che i tatuatori titolari di studi a norma di legge ne sanno ben di piu delle estetiste,lavorano con il sangue quotidianamente e sono soggetti a normative come gli studi medici.Cosa dovremmo fare in questo caso, tornare alle elementari per avere in mano un attestato che a noi serve a meno di zero??

  5. Angela Dice:

    L’errore più grande è stato: liberalizzare le attività, soprattutto centri olistici, centri massaggi ecc. ecc., dando la possibilità di aprire a tante persone improvvisate. Di centri a Milano se ne contano oltre 400….
    qualcosa non mi torna. Come mai il caro De Corato ha preso coscienza della situazione solo qualche mese fa? Non sarabbe stato meglio impedire tutte queste aperture selvagge? Mah!

  6. Arnaldo Dice:

    A mio avviso, dapprima le Autorità hanno permesso a chiunque di aprire un centro massaggi senza porsi troppi problemi, poi, con altrettanta disinvoltura si pretende obbligatoriamente la figura del ‘Responsabile Tecnico’ pena la chusura dell’attività.
    Avrebbero invece dovuto pensarci prima nel delineare regole chiare in modo rapido, a tutela di chi investe ma anche e soprattutto per il Cittadino ed i Lavoratori impegnati.
    Non ultima la scarsa informazione su cosa fare nel concreto per adeguarsi nei tempi richiesti salvaguardando così i posti di lavoro.
    Naturalmente mi riferisco ai centri massaggi autoctoni a suo tempo regolarmente autorizzati a somministrare i propri servizi alla clientela.

Scrivi un commento