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Quali requisiti devono avere le creme protettive? Quali particolari da controllare sulle confezioni?

Quali requisiti devono avere le creme protettive?

In particolare come ci si comporta di fronte alla crema che protegge e a quella che aiuta ad abbronzarsi?

Un buon prodotto solare deve avere sia un fattore di protezione contro i raggi ultravioletti B sia contro gli UVA (responsabili di allergie, invecchiamento cutaneo e comparsa di macchie sulla pelle).

La presenza di questi filtri deve essere indicata dalle sigle, chiaramente visibili sulla confezione, SPF (Sun Protecting Factor) per la protezione dagli UVB e PPD (Persistent Pigment Darking) per gli UVA. Inoltre è importante valutare i filtri antisolari: fisici, cioè sostanze in grado di riflettere i raggi solari come uno specchio; chimici, cioè capaci di assorbire e bloccare l’energia solare.

Un buon filtro solare dovrebbe avere un fattore di SPF di almeno 15, essere fotostabile, resistente all’acqua, idratante per prevenire la secchezza cutanea e dermatologicamente testato. In base al tipo di pelle (chiara, scura o olivastra – vedi fototipo), si può passare alla scelta della protezione solare più adatta al proprio tipo di pelle.

Il fattore di protezione – comunemente indicato con una cifra (per esempio 5, 10, 20 etc) e secondo la recente normativa europea,con una fascia di protezione (bassa, media, alta, molto alta) indica il numero di ore di esposizione ai raggi ultravioletti che il prodotto garantisce senza che si verifichi l’eritema.

In pratica se senza filtri ci scottiamo al sole dopo 20 minuti di esposizione, con un SPF 6 dovremmo scottarci dopo 2 ore (20 minuti X 6 = 120 minuti).
Le applicazioni dovrebbero essere ognuna di almeno 25 grammi di prodotto (due milligrammi ogni centimetro quadrato di pelle, più o meno) andrebbero ripetute ogni tre ore circa, dopo ogni immersione o doccia, e anche in seguito a grandi sudate.

A differenza dei prodotti solari che contengono filtri solari, gli autoabbronzanti sono dei semplici coloranti della pelle che non svolgono alcuna azione protettiva da scottature o eritemi solari.

Anche i cosiddetti abbronzanti non preservano dalle scottature, ma al contrario potenziano l’attività iperpigmentante delle radiazioni grazie a sostanze quali l’olio di cocco e l’olio di noce o formulazioni contenenti tirosina.

A differenza dei prodotti solari che contengono filtri solari, gli autoabbronzanti sono dei semplici coloranti della pelle che non svolgono alcuna azione protettiva da scottature o eritemi solari.

Anche i cosiddetti abbronzanti non preservano dalle scottature, ma al contrario potenziano l’attività iperpigmentante delle radiazioni grazie a sostanze quali l’olio di cocco e l?olio di noce o formulazioni contenenti tirosina.

Scritto da Confestetica il 1 settembre 2009 alle 23:35

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