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In Italia sono diventati tutti produttori di laser… ma è proprio così?

laser070811Da un paio di anni l’Italia sembra diventata la patria dei produttori di Laser a Diodo per Epilazione!

Ma è possibile che aziende di portata internazionale, (El.En, DEKA, Lumenis, Asclepion, Palomar), che molto difficilmente si propongono nei nostri centri estetici, ma presenti sui mercati più evoluti del mondo abbiano impiegato anni a sviluppare le proprie tecnologie di punta per l’epilazione laser e invece decine e decine di pseudo produttori italiani in poche settimane siano stati in grado di lanciare sul mercato Diodi Laser?

Questi pseudo produttori sono più intelligenti degli altri?

Dove hanno reperito trent’anni di know-how in poche settimane?

Come è possibile che tali aziende pseudo produttrici, siano state in grado di progettare l’elettronica, sviluppare il software, ingegnerizzare un sistema complesso fatto di mille segreti: dalla capacità di dimensionare correttamente il sistema di raffreddamento del laser e della pelle, alla difficile gestione delle lunghezze dell’impulso (il parametro più importante per l’efficacia e la sicurezza dell’apparecchiatura laser)?

La spiegazione è sotto gli occhi di tutti: basta andare su “alibaba.com” e cercare “diodo laser per epilazione” !!!

Così si troveranno centinaia di offerte cinesi e non solo, a poche migliaia di euro: apparecchiature che vengono importate in Italia e spesso spacciate per laser di produzione italiana o tedesca!

Ci siamo resi conto, che confrontando alcune immagini di apparecchiature laser al diodo presenti sul l’e-commerce Alibaba, risulterebbero essere le stesse proposte sul mercato italiano da alcune pseudo aziende produttrici di laser, proprio nei nostri centri estetici.

Purtroppo l’Italia non ha una legislazione che tuteli la sicurezza delle apparecchiature per l’estetica, pertanto, gli estetisti e centri estetici vengono continuamente abbindolati da offerte al limite della legalità.

Chiunque può importare un’apparecchiatura laser dalla Cina o da qualsiasi altro paese, e con una AUTOCERTIFICAZIONE che si chiama “Dichiarazione di Conformità” può spacciarla per apparecchiatura di PROPRIA PRODUZIONE —-> QUESTA è UNA PESSIMA NOTIZIA, VERO ?

Confestetica ricorda sempre di scegliere con cura e dovuta attenzione i propri fornitori, così come il cliente sceglie con cura il proprio centro estetico.

Quando si deve acquistare un’apparecchiatura, è bene documentarsi e fare in modo che sia l’estetista a scegliere, tra i migliori fornitori presenti sul mercato, e non a farsi scegliere dal primo che capita.

Scritto da Confestetica il 23 febbraio 2015 alle 18:05

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13 Commenti a “In Italia sono diventati tutti produttori di laser… ma è proprio così?”

  1. antonio Dice:

    Insomma quindi devono andare tuttiin galera soltanto perché hanno capito come si fa il business milionario che prima facevano in pochi?
    Le ricordo che non basta un autocertificazione
    Ai n.a.s. ma ci vuole il certificato CE regolarmente rilasciato da un ente certificato in europa!!!
    Quindi se dovete acquistare chiedete il certificato e non una utocertificazione…
    Comunque a prescindere la maggiorparte sono tutti MADE IN CINA.
    Saluti
    Antonio

  2. Dott Marino Vulpiani Dice:

    LA nostra azienda ******* ******** srl produceva laser dal lontano 2001 , quando molti sedecenti produttori , avevano ancora i pantaloni corti

  3. chiara Dice:

    Ma perché date informazioni distorte? La legge sull’importazione esiste e prevede che anche in etichetta sia indicato il.nome del produttore e l’importatore, responsabile penalmente di quanto dichiara, deve sottoporre i macchinari ad una serie di test severi e riconosciuti a livello internazionale.
    Fate sempre la guerra al decreto 110/2011, ma se le macchine sono conformi alle normative richieste nelle schede sono sicure.
    Anche grandi aziende come Sony Rolex ecc assemblano in Cina per ridurre i costi
    Cinese non vuol dire sempre di bassa qualità. Ok se vogliamo alzare l’attenzione ma non fate terrorismo sparando alla cieca su tutto e tutti.
    Avete pensato tra l’altro dinproporre di sottoporre i macchinari che usiamo noi estetiste alle stesse direttive del.medicale.
    ma avete dimenticato due cose : noi non facciamo diagnosi né terapia e non ne abbiamo bisogno. E i costi di quei cerrificati andranno sulle macchine. E all fine chi paga? Sempre noi!

    ROBERTO PAPA RISPONDE A CHIARA: an_da@inwind.it
    Chiara,
    la invito a leggere quanto abbiamo scritto al Ministero pochi giorni fa, forse è bene che si documenti meglio sulle nostre posizioni in riferimento al decreto 110.

    Questa è la nostra comunicazione presentata al Ministero e condivisa dal Ministero della Salute, in parte dal Ministero dello Sviluppo Economico, dal Consiglio Superiore di Sanità e dalla maggior parte dei produttori italiani:
    In merito alla comunicazione del Ministero dello Sviluppo Economico, che ha come oggetto lo schema di decreto di modifica del regolamento di attuazione dell’articolo 10 comma 1, della legge 4 gennaio 1990, n.1, relativo agli apparecchi elettromeccanici utilizzati per l’attività di estetista.

    Confestetica conferma parere contrario alle nuove elaborazioni, in quanto nulla risulta cambiato rispetto al precedente provvedimento.

    La Sentenza del Consiglio di Stato ha chiaramente annullato le disposizioni regolamentari nelle parti in cui non includono, o includono con ingiustificate limitazioni, dall’uso corrente degli esercenti la professione di estetista, gli apparecchi elettromeccanici per uso estetico. Il Consiglio di Stato ha annullato le disposizioni regolamentari impugnate in primo grado. Tali disposizioni regolamentari impugnate sono l’intero Decreto 110/11, le relative schede tecniche ed il parere del Consiglio Superiore di Sanità.

    Confestetica sostiene che continuare a riproporre nuove schede o a correggere quelle già prodotte sia da considerarsi una perdita di tempo senza sbocchi concreti, oltretutto, significa continuare ad andare nella direzione opposta a ciò che il legislatore ha sancito nella legge 1/90 art 10 comma 1.

    Dato ormai, che questo Decreto si considera arrivato su un binario morto, Confestetica fa una proposta innovativa, che guarda al futuro e che può risolvere tutti i problemi fino ad oggi incontrati, tutelando contemporaneamente sia la salute dei clienti finali che usufruiscono dei servizi estetici, sia lo sviluppo economico dell’intero comparto.

    La priorità è risolvere il problema di questo settore prendendo la strada giusta, a prescindere da chi la propone, mettendo da parte il tipico atteggiamento di chi non guarda la realtà ma sta attento solo alle proprie posizioni ideologiche.

    Secondo Confestetica, invece di stare a controllare, revisionare e rielaborare scheda per scheda sarebbe più opportuno fare di questo decreto lo strumento giusto per creare in Italia il “DISPOSITIVO ESTETICO” con tutta la regolamentazione relativa, pari al modello del dispositivo medico, visto che l’art 10 della L.1/90 stabilisce che il decreto deve contenere norme dirette a determinare le caratteristiche tecnico-dinamiche ed i meccanismi di regolazione, nonché la modalità di esercizio e di applicazione e le cautele d’uso.

    Tra l’altro, la maggior parte delle apparecchiature immesse nel mercato comunitario e utilizzate nei trattamenti estetici professionali sono molto simili alle apparecchiature attualmente autorizzate come dispositivi Medici e regolati dalla Direttiva 93/42/CE che indicano una serie di requisiti essenziali di sicurezza e di altre esigenze di interesse collettivo che tali prodotti debbono rispettare. Però tali apparecchiature utilizzate nei trattamenti estetici vengono regolamentate allo stesso modo di quelle destinate alla grande distribuzione e sono soggette solo alle specifiche direttive sulla Marcatura CE. Sono cioè comprese nel vasto insieme di prodotti elettrici/elettronici operanti entro determinati limiti di tensione e destinati sia al consumo, sia all’uso professionale e che possono generare perturbazioni elettromagnetiche in grado di alterare il funzionamento di altri strumenti, tali apparecchiature, ricadono nel campo di applicazione di due direttive comunitarie delle quali è necessario apporre la marcatura CE: Direttiva 2006/95/CE (LVD) – Direttiva 2004/108/CE – Direttiva 2001/95/CE recepita dal D.Lgs 206/2005 (Codice del consumo).

    La marcatura CE apposta sulle apparecchiature utilizzate in campo estetico indica semplicemente che le stesse sono conformi alle disposizioni di sicurezza delle sopra citate direttive sotto il cui ambito esse ricadono.

    Attualmente, le apparecchiature per l’estetica, (nonostante il decreto110/11) NON sono sicure ed efficaci per definizione, perché la legge autorizza il produttore o PSEUDO-TALE a metterle in commercio autoproducendosi una Dichiarazione di Conformità, dopo aver effettuato delle prove che non sono dissimili da quelle necessarie per un elettrodomestico.

    Equiparare le norme per la certificazione delle apparecchiature estetiche a quelle delle apparecchiature medicali, renderebbe le apparecchiature più sicure e pulirebbe il settore dai “furbetti” e da coloro che speculano per averne un beneficio nel breve periodo.

    I Ministeri, a questo punto, devono decidere se prendere la giusta direzione, producendo un decreto che possa prendere spunto dalla collaudata 93/42/CE, ed essere veramente utile agli estetisti e ai consumatori di servizi estetici, oppure può continuare ad agevolare solo una microscopica lobby di fabbricanti – commercianti – importatori di “elettrodomestici” ad uso estetico.

    Noi crediamo fermamente nelle grandi potenzialità di questo Tavolo Tecnico, con tutti i suoi componenti. Vorremmo finirla, però, di fare i “correttori di bozze” delle schede prodotte da alcuni pseudo fabbricanti, o peggio, di semplici importatori – commercianti di apparecchiature estetiche.

    Questo decreto può nascere solo in Italia, perché solo in Italia esiste la Legge 1/90, solo in Italia ci sono 30mila imprese operanti nel campo dell’estetica, solo in Italia ci sono 100mila operatori e solo in Italia si effettuano ogni anno 100milioni di trattamenti estetici. Abbiamo da insegnare e non da subire visto che l’Italia è sempre stata al primo posto in molti campi, food, moda, design, arte, cultura, estetica e bellezza.

    Il Direttore generale Gianfrancesco Vecchio e i Dirigenti Vincenzo Correggia e Riccardo Chiesi hanno in mano il timone per poter cambiare rotta a questo settore, e condurlo verso l’innovazione, la sicurezza, l’evoluzione e la crescita economica. Attraverso questo decreto, tutti insieme, attorno al tavolo tecnico, possiamo scrivere la storia di questo settore, che verrà, sicuramente, in brevissimo tempo, emulata dal resto dei paesi europei che non hanno il nostro stesso retaggio culturale e le nostre esperienze.

    Dobbiamo solo decidere se essere LEADER o FOLLOWER!

    In conclusione, Confestetica, suggerisce al Tavolo Tecnico, di darsi una linea di lavoro concreta partendo dai seguenti punti, tratti dalla direttiva 93/42 da seguire come linea guida per costruire un decreto funzionale per il settore.

    Definizioni, campo di applicazione (compararlo con art.1- 93/42)
    Immissione in commercio e messa in servizio (compararlo con art. 2 – 93/42)
    Classificazione (compararlo con art. 9 – 93/42)
    Informazioni riguardanti incidenti verificatesi dopo l’immissione in commercio (compararlo con art. 10 – 93/42)
    Valutazione della conformità (compararlo con art. 11 – 93/42)
    Registrazione delle persone responsabili dell’immissione in commercio (compararlo con art. 14 – 93/42)
    Valutazione di efficacia (compararlo con art. 15 – 93/42)
    Marcatura CE (compararlo con art. 17 – 93/42)
    Abrogazione e modifica di Direttive (compararlo con art. 21 – 93/42)
    Attuazione e disposizioni transitorie (compararlo con art. 22 – 93/42)
    Requisiti essenziali (compararlo con allegato I – 93/42)
    Dichiarazione di conformità CE (compararlo con allegato XII – 93/42)
    Criteri di classificazione (compararlo con allegato IX – 93/42)
    Test di efficacia (compararlo con allegato X – 93/42)
    Marcatura di conformità Ce (compararlo con allegato XII – 93/42)
    Inserire l’identificazione degli operatori (DECISIONE N. 768/2008/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO)
    ART.R1 Definizioni – ART. R2 Obblighi dei fabbricanti – ART. R3 Rappresentanti autorizzati – ART. R4 Obblighi degli importatori – Art. R5 Obblighi dei distributori – ART. R6 Casi in cui gli obblighi dei fabbricanti sono applicati agli importatori e ai distributori – ART. R7 Identificazione degli operatori economici

    Tenendo in considerazione questi punti, possiamo dar vita ad un decreto ad hoc “DISPOSITIVO ESTETICO” per il settore dell’estetica e colmare finalmente quei vuoti normativi che hanno reso zoppo il sistema per troppo tempo. Ci auguriamo di poter iniziare i lavori quanto prima e di non dover ricorrere nelle aule di tribunale.

  4. Patrizia Dice:

    E che dire Dott. Papa, delle decine di epilatori a “luce pulsata” da qualche centinaio di euri, proposti e venduti nel mercato da aziende che vendono di tutto ai consumatori, dalla lampadina al fon asciuga capelli?
    Noi spendiamo decine di migliaia di euro per le nostre attrezzature, prodotte dalle aziende che Lei ha citato, facendo notevoli sforzi per far comprendere i benefici e i risultati dei nostri trattamenti, mentre le clienti, spesso, quando gli viene proposta l’IPL pensano a quella che l’amica ha comprato a € 200/300!!

  5. Efisio Corona Dice:

    Buongiorno,
    Sono un operatore del vasto e sempre più complicato mondo del benessere,ho letto l’articolo sui produttori di laser in Italia,
    Sono pienamente d’accordo con voi sul fatto che ogni giorno un’azienda o pseudo tale , si sapccia per produttore di laser,
    Ma purtroppo la legge Italiana lo permete,ma come tante altre nazioni, basta comprare i componenti in Corea ,in Cina o altri paesi asiatici ( a costì irrisori ) assemblarli in un magazzeno in Italia , creare un involucro fatto in Italia ed eco !!!!!!
    Il Laser prodotto in Italia.
    Si parla tanto di Diodi tedeschi,bene….anche qui si potrebbe aprire un dibattito,il diodo è un componente elettrico che per mezzo della corrente sprigiona una potente luce fitta ed omogenea con una brillanza molto elevata,mi sono documento molto sul diodo, e tante volte diamo dei primati alla Germania ,ma che in realtà non hanno, in quanto qualsiasi azienda produttrice di componenti elettrici ed elettronica L’Italia se la cava abbastanza bene , i costi? Quelli sono si che sono un problema ,ed eco che una miriade di pseudo aziende di apparecchiature comprano in Asia e li montano in Italia costo medio di un laser (assemblato in Italia) 26/30.000 euro, costo materiale da assemblare? Al massimo 3.000 euro.che ne dite un bel business vendere laser assemblati, discorso diverso e progettare e produrre e farsi certificare il prodotto da un ente certificatore in Italia.
    Se posso dare un consiglio alle colleghe e colleghi Prodi acquistare una qualsiasi apparecchiatura da usare su i nostri clienti esigete una certificazione di produzione che abbia la firma di un ente Italiano accreditato , quale? Non sono tanti uno può essere il politecnico di Milano o l’università di Pavia. Buon lavoro e complimenti alla confestetica per i servizi che ci offrite.

  6. Paolo 64 Dice:

    Le rammento che in Cina ed in Corea esitono aziende che lavorano altrettanto bene. Il fatto che costano meno sará mica perché hanno un costo del lavoro inferiore? E poi basta con sta Germania non sono navi di acciaio è elettronica..

    ROBERTO PAPA RISPONDE A PAOLO 64: paolo.solarium@gmail.com
    Paolo 64, le rammento che in Cina, come in tutti i paesi, si producono cose buone e cose pessime, certo che se un Laser comprato a 2.500 dollari, ovvero una copia malfatta sarebbe come comprare i giocattoli tossici per i nostri figli. Vada a leggersi l’elenco RAPEX, ovvero l’elenco che ogni settimana pubblica tutti i prodotti pericolosi sequestrati in tutta Europa, al primo posto ci sono i prodotti cinesi.

  7. antonio Dice:

    U madonnn….papa…e smettila
    Ricominci con la stessa
    Pappardella…
    Hai scocciato!!!
    Hai smerdato gli importatori
    Soltanto perché hai interessi
    Forse sei socio o altro con qualche
    Azienda importatrice e questi ti danno fastidio???
    Se le macchine sono certificate sono uguali alle altre
    Se poi le pagano 2500 dollari e le vendono a 8000 vuol dire che ci guadagnano di meno di altri…
    Di laser?
    Dicci la veritá hai conflitti di interesse???
    Diccelo!!!!
    Dai!!!!

    PAPA ROBERTO RISPONDE AD ANTONIO: info@laserepil.it
    Sig.Antonio,
    Confestetica rappresenta oltre 5.000 centri estetici in Italia e l’unico conflitto che c’è è che siamo stanchi di subire le furberie di alcune aziende che si spacciano per produttori italiani, quando sono nella maggior parte ex Agenti di Commercio che si travestono da “PRENDITORI”, privi di cultura imprenditoriale, privi di cultura industriale, privi di cultura di tecnologia, privi di conoscenza informatica, privi di ogni elemento necessario ad essere un IMPRENDITORE.
    Produrre tecnologia non si improvvisa e la nostra battaglia è contro chi vuole continuare a vendere macchine scadenti, per alta tecnologia italiana con una semplicissima autocertificazione.

  8. Basilio ing Cangialosi Dice:

    Chiedo scusa ma non avevo letto con attenzione questa perla:
    Chiunque può importare un’apparecchiatura laser dalla Cina o da qualsiasi altro paese, e con una AUTOCERTIFICAZIONE che si chiama “Dichiarazione di Conformità” può spacciarla per apparecchiatura di PROPRIA PRODUZIONE
    Le regole sono chiarissime!!
    • La dichiarazione di conformità CE è un’attestazione con la quale il
    fabbricante (residente nella Comunità Europea), il mandatario
    (residente nella Comunità Europea ed unico authorized representative
    del fabbricante extraeuropeo) o l’importatore (residente nella
    Comunità Europea) attestano la conformità di un prodotto ai requisiti
    essenziali redigendo tale dichiarazione come esplicitamente indicato
    nell’Allegato IV della direttiva 2004/108/CE[28] e nella norma di
    riferimento ISO/IEC 17050-1:2004[29] e successivi aggiornamenti.
    • In tal senso l’apposizione del marchio CE nell’etichetta di un prodotto
    presuppone che esso sia accompagnato da una dichiarazione (ovvero
    un certificato a seconda dei moduli) di conformità che è il vero
    documento vincolante per il fabbricante (ovvero il mandatario od
    ancora l’importatore)La dichiarazione di conformità può essere un documento, un’etichetta o qualcosa di equivalente[31] e deve presentare le seguenti informazioni minime:
    • nome e indirizzo del fabbricante o del mandatario che rilascia la dichiarazione(ed il numero di identificazione dell’organismo notificato qualora il modulo applicato preveda l’intervento di un ente terzo);
    • identificazione del prodotto (nome, tipo o numero del modello ed eventuali informazioni supplementari quali numero di lotto, partita o serie, fonti e numero di articoli);
    • tutte le disposizioni del caso che sono state soddisfatte;
    • norme o altri documenti normativi seguiti (ad esempio norme e specifiche tecniche
    nazionali) indicati in modo preciso, completo e chiaro;
    • tutte le eventuali informazioni supplementari necessarie (ad esempio classe o categoria
    quando previste dalle specifiche tecniche);
    • data di rilascio della dichiarazione;
    • firma e titolo o marchio equivalente del mandatario;
    • dichiarazione secondo la quale la dichiarazione di conformità viene rilasciata sotto la totale
    responsabilità del fabbricante ed eventualmente del suo mandatario.
    • Tutto ciò premesso, risulta chiaro che il documento centrale su cui ruota il sistema di qualificazione dei prodotti denominato marcatura CE non insiste sul marchio d’apporre sull’etichetta ma sulla dichiarazione di conformità (ovvero la certificazione di conformità),nella quale qualcuno si prende la responsabilità giuridica di affermare la conformità di un
    determinato prodotto e quindi diventa il legittimato passivo in caso di giudizio.

  9. sammy friend Dice:

    troppo facile accusare confestetica di avere altri interessi,
    quando non si sà dove attaccarci xchè la giustizia finalmente è dalla nostra parte..si accusa diffamando!!
    ve lo dico cari produttori, rappresentanti ecc ecc…avete rotto con questo business che è solo deleterio x noi, e siamo stanche di vedervi accusare confestetica!
    mi dispiace x voi, confestetica è pulita fino a prova contraria!!

    SMETTETELA DI SPECULARE, RIMETTETE I REMI IN BARCA…ORMAI IL TEMPO DI PRENDERCI X OCHE è FINITO!!

  10. Ing .Claudio Bellina Dice:

    Ho letto con curiosità i vari commenti.
    Sono stupito nel notare che nessuno sà che un produttore è identificato da una certificazione ISO 13485 che lo autorizza a produrre in qualità e in classe medicale e che ciascuna apparecchiatura prodotta deve avere un file tecnico (molto costoso per le aziende italiane e che i cinesi NON hanno) che include
    1)analisi del rischio
    2)Analisi delle emissione condotte ed elettromagnetiche ISO 601-1-2
    3)vidimazione clinica
    4)Certificazione di ente terzo autorizzato dal ministero (IMQ;CERMET;LLC)ecc

    Il motivo per cui oggi i laser a diodi si sono sviluppati molto e’ l’abbasamento del costo di produzione degli stack di potenza sopratutto quelli drogati all’arseniuro di gallio (808 nm) dovuto alla grande produzione di infrarossi nell’uso civile.

    Le storiche aziende americane, citate nell’articolo di cui sopra, pagano un ritardo di ricerca storico in questo settore avendo vissuto a lungo di fama immeritata. Nel contempo giovani e innovative aziende Europee tra cui la nostra hanno sviluppato tecnologie innovative che esportano in tutto il mondo ( a vantaggio del PIL Italia e della occupazione giovanile).

    Mi chedo tuttavia perchè non vengano effettuati controlli sulle certificazioni delle macchine cinesi che oltre ad essere completamente fuori norma distubano in modo negativo la professionalità di questo settore e confondono molto gli operatori.

    Faccio notare che i nostri tentativi di esportare in Cina si infrangono continuamente in pastoie burocratiche artatamente esposte e pretendono certificazioni immaginarie di cui loro stessi non ne hanno traccia documentale.

    In Europa e Italia specialmente, qualsiasi accrocchio cinese definito immeritatamente devices elettronico può essere venduto senza regole.

    Ma chi ha testa,costanza ,intelligenza e inventiva la spunta sempre … ma che fatica !!!!!!!!!
    Ing Claudio Bellina

  11. Dario Dice:

    Buonasera,
    mi affascina il vostro discorso sull’elettronica, di questo si parla.
    Sono molti anni che produco elettronica ed anche a livello nazionale(TV), pero non sono d’accordo sul prodotto cinese non di qualità in cina producono il prodotto che uno vuole ( buono o di pessima qualità), non è giustificabile il prezzo in europa di un diodo che è veramente basso, perchè venderlo a prezzi altissimi? è giusto?
    E’ vero si puo produrre a prezzi cinesi anche in Italia, ovviamente alcune parti si possono fare produrre in cina come fa Apple ed altri, poi assemblare il tutto in Italia, questo non vuol dire che è un prodotto cinese ma disegnato e progettato in Italia prodotto in Cina. Altro discorso se parliamo di prodotti in OEM molti prodotti tedeschi e italiani sono OEM e in qualche caso ODM. OEM vuol dire che lo produce un cinese e lo marchiano a nome che si desidera, ovviamente si appone un “made in Italy”. I tedeschi sfruttano l’OEM sui moduli fotovoltaici da anni spacciandoli per tedeschi.
    Quindi facciamo elettronica a basso costo in Italia anche con l’aiuto dei cinesi e vendiamo quello che sappiamo fare bene, la progettazione l’idea il design.
    Un saluto a tutti.

  12. Lorenzo Dice:

    Buongiorno, in merito a questo articolo “chiarificatore”, allora quali sono le aziende “serie” che producono macchinari per l’epilazione permanente? Potete fornire una lista?

  13. Maurizio Dice:

    In primis… Quanti produttori di laser esistono in Italia? Intendo il laser vero e propio e non la macchina assemblata.. credetemi sono quasi inesistenti.
    La fonte laser viene quasi sempre acquistata dall’ estero.
    La costruzione made in Italy al 100% non esiste, trovatemi una qualsiesi macchina con componentistica al 100% Italiana… il problema siamo noi italiani che vogliamo avere il meglio al minor costo e quindi acquistiamo prodotti scadenti.

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