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Le strategie comportamentali per la prevenzione dei tumori cutanei

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Come le estetiste possono interagire con la propria clientela nella prevenzione del melanoma e dei carcinomi cutanei.

I tumori della cute sono un’entità in continuo aumento e sappiamo che riconoscerli in tempo ci salva la vita!

Ad approfondire l’argomento sono il dr. Ignazio Stanganelli ed il collega dr. Riccardo Bono, entrambi specialisti in dermatologia.

Quali sono le strategie che si possono attuare per porre una diagnosi sempre più precoce?

In primo luogo i medici dovranno essere sempre più attenti al problema “tumori cutanei”, soprattutto i medici di base che vedono con maggior frequenza i pazienti; ma anche gli specialisti dermatologi dovranno essere preparati adeguatamente e soprattutto attenti alle nuove tecnologie che migliorano di molto la qualità e la precocità di diagnosi.

In secondo luogo bisogna incentivare campagne educative rivolte a sensibilizzare le persone verso i principi base della prevenzione, oppure rivolte controlli specialistici di massa o settoriali.

Inoltre è risultato particolarmente utile stimolare i pazienti all’autoesame il quale, intercalato con le visite periodiche, aiuta anche a prevenire la crescita pericolosa e rapida del melanoma nodulare.
Alcune professioni, come il fisioterapista, il podologo, il massaggiatore e soprattutto l’estetista, potrebbero risultare molto utili a sensibilizzare i propri clienti ad una visita dermatologica.

Chi più di loro ha rapporti fisici, confidenziali, umani, obiettivi e tattili con la popolazione!
Bisogna sottolineare che questo avviene già ora.

Nella pratica ambulatoriale quotidiana a volte ci capita di visitare pazienti con lesioni pigmentate individuate dalle estetiste.

Spesso gli allarmi sono ingiustificati, altre volte salvano la vita al cliente.

Pertanto se si portassero a conoscenza dei professionisti le basi generali di una diagnosi dei nei, potrebbero a ragion veduta arruolarsi come “sentinelle” dei nostri corpi, soprattutto per quelle zone come il dorso, il cuoio capelluto, la parte posteriore degli arti inferiori e i piedi spesso ignorate dal “guardarsi quotidiano”.

Scritto da Confestetica il 17 agosto 2009 alle 17:02

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