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Una nuova frontiera nella cosmetica professionale

Viviamo nell’epoca più evoluta fino a ora esistita, questo è un dato di fatto.

La tecnologia ha fatto passi da gigante in ogni direzione, sia che si parli di diletto (si pensi al riconoscimento facciale che sblocca i nuovi iPhone), sia che si parli di salute e sanità (si pensi alle recenti ricerche per curare malattie che fino a 10 anni fa sembravano incurabili).

Abbiamo varcato soglie inimmaginabili in ogni campo e anche il settore estetico sta arrivando a livelli di conoscenza mai sperimentati prima grazie a un sempre più massivo ricorso alla ricerca scientifica.

 

Cos’è la dermobiotica?

L’ultima frontiera esplorata dalle industrie cosmetiche è quella della dermobiotica: dal greco dermos, pelle, e bios, vita, si tratta di un campo di ricerca che studia i piccoli organismi, i dermobioti, che popolano tutto il corpo umano e che vivono sulla nostra cute.

È in queste minuscole entità che viene custodito il segreto della longevità cellulare.

Sono loro, infatti, che si occupano di tutti quei meccanismi che determinano la rigenerazione e la ricodifica della pelle; popolano la nostra flora cutanea e creano una vera e propria barriera che ci difende dagli attacchi che l’ambiente circostante ci sferra ogni giorno, come stress, smog, fumo o lo scorrere del tempo.

Tutti questi agenti esterni, ormai è risaputo, mettono a rischio il precario e fragile equilibrio dei dermobioti, favorendo, invece, l’azione di batteri “maligni” che rendono la pelle più fragile e spenta.

In che modo, allora, si può rinforzare la flora cutanea e svilupparne la capacità di superare traumi? La soluzione è da cercare a livello molecolare, identificando quei principi attivi che possono innescare simili meccanismi.

Attraverso ricerche mirate, i laboratori DIBI MILANO ne hanno identificati 3 che, con la loro azione, sono riusciti a portare risultati straordinari nel settore dei trattamenti estetici.

Il primo è il Pre-Dibiotic, (ovvero un prebiotico ottenuto attraverso la sintesi enzimatica di zuccheri naturali) che nutre la pelle e la aiuta a ricostituirsi, implementando notevolmente la sua capacità di resistere alle aggressioni esterne.

Il secondo è il gruppo delle Matrichine: si tratta di peptidi, i messaggeri cellulari, che stimolano la produzione di collagene e aiutano la pelle danneggiata a ripararsi.

Il terzo è la Vitamina C Biodisponibile, ovvero un noto antiossidante che regola la produzione di melanina, responsabile delle macchie cutanee con una spiccata azione antinvecchiamento.

L’azione della dermobiotica e di questi 3 principi attivi applicata al campo estetico porta a incredibili risultati che, senza l’avvento della microbiologia sarebbero stati del tutto impensabili.

Le azioni indotte da questi principi attivi sono le seguenti:

– Un’azione ritexturizzante capace di ridare alla pelle più compattezza e uniformità

– Un’azione detossinante

– Un’azione pro-life, ovvero capace di riattivare i meccanismi cellulari che si occupano della longevità della pelle

– Un’azione pro-resilienza, ovvero capace di aumentare la resistenza della pelle alle aggressioni esterne

– Una doppia azione di preparazione/riparazione dopo gli interventi di medicina estetica

Ma perché possiamo parlare di tali risultati? Come facciamo a essere sicuri della loro bontà?

Il metodo scientifico

Semplicemente perché i prodotti cosmetici (sia da cabina che di autocura) che si affidano alla dermobiotica si basano su un’accurata e minuziosa ricerca scientifica basata sull’osservazione dei risultati.

In Italia sono poche le aziende cosmetiche che sfruttano questi principi attivi e che, allo stesso tempo, sono state in grado  di fornire risultati concreti e certi dei loro test; una tra queste è sicuramente Dibi Milano con la nuova linea Procellular 365, che ha scelto di affidarsi a Bio Basic Europe (una delle più importanti società di ricerca, sviluppo e valutazione di efficacia e sicurezza di prodotti cosmetici, farmacologici e alimentari) per testare l’efficacia delle sue metodiche e la bontà delle proprie intuizioni.

 

I test

In fase di impostazione dello studio, si è deciso di testare l’azione della innovativa metodica viso DIBI MILANO PROCELLULAR 365 ( prodotti e sistema di applicazione) in condizioni davvero estreme, facendo ricadere la scelta su un campione di partecipanti che si sarebbe sottoposto a un trattamento di peeling resurfacing svolto con laser frazionale non ablativo con lunghezza  d’onda di 1470 nm, ovvero un trattamento che lascia delle piccole lesioni termiche sulla   zona trattata e un rossore puntiforme che, di media, sparisce nell’arco di 4/5 giorni.

Lo studio è stato portato avanti su 50 volontarie con pelle sensibile, di età compresa tra i 35 e i 65 anni e suddivise in 3 gruppi:

– Gruppo A: 20 volontarie sono state selezionate per valutare l’efficacia del trattamento prima di sottoporsi alla seduta di laser frazionale non ablativo;  per 22 giorni hanno usato solo i prodotti di autocura Pro-Cellular 365; dal giorno 23 sono state sottoposte a 3 trattamenti estetici Pro-Cellular 365 (1 ogni 3 giorni), mentre continuavano l’uso domiciliare dei prodotti di autocura; il giorno successivo al 3° trattamento sono state sottoposte dal medico estetico ad una seduta di laser frazionato non ablativo.

– Gruppo B: 20 volontarie per valutare l’efficacia del trattamento dopo essersi  sottoposte  alla seduta di laser frazionale non ablativo; come primo trattamento, sono state sottoposte dal medico estetico ad una seduta di laser frazionato non ablativo sul viso; il giorno successivo sono state sottoposte al 1° di 3 trattamenti estetici Pro-Cellular 365 (1 ogni 3 giorni); dopo il 1° trattamento cosmetico hanno iniziato anche l’uso domiciliare dei prodotti di autocura Pro-Cellular 365, proseguito poi per un totale di 22 giorni.

– Gruppo C: 10 volontarie sono state sottoposte esclusivamente ad una seduta di laser frazionato non ablativo sul viso (gruppo “di controllo”)

Il trattamento in cabina a cui si sono sottoposte le volontarie è articolato in 4 fasi:

– Il primo step consiste nell’applicazione del DETERGENTE PEELING INTENSIVO RI-TEXTURIZZANTE che deterge la pelle con la sua formula micellare e ne rispetta il pH

– Il secondo step prevede l’utilizzo di TRATTAMENTO BI-LIQUIDO PRO-RECOVERY in doppia fase, la prima oleosa, la seconda di acqua attiva. Dalla miscelazione delle due fasi si ottiene un’azione di riparazione e detossinazione dell’epidermide con un effetto lenitivo

– Il terzo step consiste nella posa della MASCHERA –SIERO SILVER PRO-RECOVERY

– Il quarto step, prevede l’applicazione di un’EMULSIONE LIPIDICA PRO- RECOVERY che agisce come emolliente e come protezione

I prodotti di autocura utilizzati a sostegno e completamento del metodo Pro-Cellular 365 sono i seguenti:

– CREMA NUTRI-AGE RIGENERANTE PRO-RESILIENZA CON FILTRI UV che promuove un’azione antiossidante e stimola la longevità cellulare.

– CREMA SIERO OXY-AGE RIGENERANTE a base di GenOxy Cel con l’intento di rivitalizzare la pelle

– TRATTAMENTO BI-LIQUIDO PRO-RECOVERY: una fiala “pronto intervento” che combina due fasi, una oleosa concentrata in ingredienti vegetali selezionati, antiossidanti ed emollienti, e una fase acqua attiva, ricca, oltre agli attivi della linea anche in Estratto di Aloe.

I parametri tenuti in considerazione sono stati idratazione, TEWL e indice di eritema per quanto riguarda la parte strumentale; rossore cutaneo, edema, microesfoliazione e prurito per quanto riguarda quella clinica.

 

 I risultati

Nel Gruppo A l’incremento dell’indice di eritema risulta significativamente inferiore rispetto al Gruppo B e al Gruppo C già un’ora dopo la seduta con laser. Ogni traccia di eritema, inoltre, risulta scomparsa nell’arco di 24 ore dopo il trattamento laser.

Per quanto concerne il rossore cutaneo (indotto dalla seduta di laser frazionale non ablativo),  esso è stato riscontrato solo nel 65% delle volontarie del Gruppo A, mentre nei Gruppi B e C il rossore è stato riscontrato nella totalità delle volontarie.  Nell’arco di 24 ore dopo il trattamento laser, nel Gruppo A il rossore cutaneo è notevolmente ridotto ed è stato riscontrato in circa il 10% delle volontarie.

Nel caso del Gruppo B, le volontarie hanno applicato la fiala Pro-Cellular 365 trattamento biliquido pro-recovery un’ora dopo il trattamento laser ed è stata riscontrata una diminuzione dei rossori dal 100% all’80% dei casi.

Tutte le volontarie del Gruppo C, che non hanno applicato prodotti  Pro-Cellular 365 dopo il laser, evidenziano rossore anche 24 ore dopo il trattamento laser.

Nessun volontaria del Gruppo A ha manifestato prurito dopo essere stata sottoposta al trattamento laser, mentre nel 30% delle volontarie dei Gruppi B e C è stato riscontrato prurito 1 ora dopo la seduta laser.

24 ore dopo il trattamento laser, anche le volontarie del Gruppo B, che hanno applicato la fiala Pro-Cellular 365 trattamento biliquido pro-recovery, non manifestano più prurito cutaneo, mentre, nel caso del Gruppo C, rimane ancora una significativa porzione di volontarie (20%) che manifestano sensazioni di prurito.

Per quanto riguarda il parametro TEWL (perdita dell’acqua transepidermica), il valore misurato è peggiore in modo statisticamente significativo nelle volontarie dei Gruppi C e B 24 ore dopo il trattamento laser, mentre in quelle del Gruppo A, a parità di condizione, si evidenzia in media un recupero totale del danno indotto dal laser.

Da notare anche che l’applicazione del prodotto Pro-Cellular 365 trattamento biliquido pro-recovery è efficace nel ridurre, 24 ore dopo il trattamento laser, il peggioramento della TEWL, e quindi nel coadiuvare il ripristino delle funzioni barriera dell’epidermide (in confronto con quanto misurato sulle volontarie del Gruppo C, gruppo di controllo).

Nello specifico, i prodotti e i trattamenti che si affidano alla dermobiotica, usati prima del trattamento LASER (Gruppo A) e dopo (Gruppo B) hanno dimostrato di avere:

– una buona tollerabilità

– efficacia nel migliorare idratazione, TEWL, morbidezza e trama cutanea

– attività protettiva e preparatoria se utilizzato prima di un trattamento con laser frazionale non ablativo, riducendo l’insorgenza di eritema e edema

– attività nel migliorare lo stato della cute in termini di morbidezza, protezione, miglioramento della salute della barriera cutanea, miglioramento della trama cutanea

– una buona gradevolezza

Conclusioni

Questi risultati, ottenuti in condizioni di stress cutaneo estreme, fanno davvero riflettere: una pelle danneggiata e arrossata che riesce a riprendersi e tornare in condizioni normali nell’arco di 24 ore è un passo in avanti che, fino a poco tempo fa, era davvero impensabile.

I dermobioti, ovvero questi microrganismi benevoli, si sono rivelati l’effettiva chiave per risolvere una questione che da sempre tormenta le clienti dei centri estetici: avere una pelle che non dimostra il passare del tempo o i segni della vita quotidiana.

Ora che conosciamo la potente azione riparatrice di questi microbi buoni in situazioni al limite, possiamo semplicemente immaginare cosa potrebbero fare su pelli in condizioni normali e, finalmente, possiamo dirlo: c’è un meraviglioso futuro che attende il mondo dell’estetica.

Scritto da Confestetica il 15 ottobre 2017 alle 22:25

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